Tesi e Diritto d'Autore

Cosa tutela il diritto d’autore?*

La Legge sul Diritto d’Autore, L. n. 633/1941, tutela le opere dell’ingegno di carattere creativo. Tutela la forma, non l’idea. Tale forma deve avere carattere di originalità e di novità.

Come si diventa autore?*

Si diventa autori creando l’opera, senza ulteriori formalità. È l’autore che ha la piena titolarità dei diritti e precisamente:

- i diritti morali (paternità, integrità, ritiro dell’opera dal commercio), che restano sempre in capo all’autore e non sono trasmissibili;
- i diritti di utilizzazione economica o patrimoniali (distribuzione, comunicazione, riproduzione, traduzione ecc.), che possono essere ceduti in parte o in esclusiva.

Utilizzo di materiali sotto tutela nelle tesi*

In generale, si possono inserire nelle tesi materiali e parti di materiali di pubblico dominio oppure quelli per i quali si è ottenuta, per iscritto, l’autorizzazione al loro uso dagli aventi diritto. Inserire nella tesi materiali o blocchi di materiali altrui, per i quali non si sia ottenuta regolare autorizzazione, costituisce una grave violazione. […]

- Foto/immagini: Secondo il comma 1bis dell’articolo 70 LdA (Legge sul diritto d’autore) “è consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro […]”. Risulta quindi possibile utilizzare immagini anche sotto tutela all'interno della tesi che verrà messa online purché la qualità delle immagini sia degradata o a bassa risoluzione.

- Articoli: L’inserimento di parti di articoli va usato con grande cautela. Poiché oltre al diritto di eventuali autori (diversi dal candidato) sussistono diritti editoriali, è sempre buona norma chiedere l’autorizzazione dell’editore. Nel caso si tratti di parti di articoli pubblicati dallo stesso autore, va valutato il contratto con l’editore per stabilire se vi sia stata cessione di diritti o meno. L’uso di tali materiali è comunque subordinato all’autorizzazione scritta da parte di chi detiene i diritti (nella maggior parte dei casi l’editore). È comunque da evitare l’inserimento di interi articoli nelle tesi, è preferibile ricorrere alla citazione di tali articoli, sia nel testo sia in bibliografia.

- Brevi citazioni: È possibile inserire brevi citazioni da altre opere sotto tutela, menzionando la fonte, nei limiti previsti dall’art 70 LdA (“Il riassunto, la citazione o la riproduzione […] se effettuati a fini di insegnamento o di ricerca scientifica l'utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali.”).

- Dati sensibili: Le tesi non devono contenere dati sensibili o personali (dati che consentono in qualche modo di risalire alle identità delle persone).

N.B.: In ogni caso, il comma 3 dell’Art. 70 della LdA prevede che il riassunto, la citazione o la riproduzione devono sempre essere accompagnati dalla menzione del titolo dell’opera, dai nomi dell’autore, dell’editore e dell’eventuale traduttore, qualora siano desumibili dall’opera riprodotta, anche nei casi delle eccezioni descritte qui sopra.

Come richiedere il permesso di utilizzo di materiali di terzi*

La richiesta deve essere inviata a chi detiene i diritti (nella maggior parte dei casi l’editore a cui sono stati ceduti i diritti di sfruttamento economico). Nella richiesta è opportuno indicare:

- Recapito: comprendente indirizzo postale, telefono ed e-mail;
- Dettagli sul materiale per cui si richiede l’autorizzazione;
- Dettagli sull’uso del materiale: l’articolo intero, parti di esso, grafici o tabelle;
- Dettagli su come verrà utilizzato il materiale, compresa l’indicazione che la tesi verrà inclusa in un archivio ad accesso aperto.

I materiali in internet sono tutelati?*

Qualsiasi opera pubblicata in internet è soggetta alla stessa tutela di ogni altra opera pubblicata in formato analogico. In buona fede si potrebbe pensare che tutto ciò che si trova in Internet sia di dominio pubblico; invece, non tutto il materiale che è ad accesso pubblico è di pubblico dominio.

[…] Non si può, senza autorizzazione, usare indiscriminatamente il materiale che si è scaricato e inserirlo, senza autorizzazione, in pubblicazioni (digitali o a stampa), siti, oppure usarlo per creare opere derivate.

Alcuni dei materiali presenti in rete sono dotati di licenze Creative Commons (approfondisci qui l’utilizzo delle Licenze CC), attraverso le quali gli autori autorizzano usi ben determinati delle loro opere.

Fotografie e opere fotografiche

In linea generale il diritto di autore spetta al fotografo: questo vuol dire che normalmente l’utilizzo di una foto non è consentito senza espressa ed esplicita autorizzazione del fotografo.

Ai sensi dell’art 87 della LdA, “sono considerate fotografie, le immagini di persone o di aspetti, elementi o fatti della vita naturale e sociale, ottenute col processo fotografico o con processo analogo, comprese le riproduzioni di opere dell'arte figurativa e i fotogrammi delle pellicole cinematografiche”. Su queste tipologie di foto esiste un diritto d’autore esclusivo che dura vent'anni dalla data della ripresa.

Dalle fotografie semplici si distinguono le opere fotografiche, quali opere “creative”, che godono della stessa tutela prevista dall’art. 2 della LdA, ossia 70 anni dalla morte dell’autore.

Utilizzare immagini non coperte da copyright

In questa casistica rientrano le immagini in pubblico dominio: per termini di legge, per decorrenza dei termini per lo sfruttamento economico dell’opera oppure quando l’autore rinuncia all’esercizio dei suoi diritti.

Le immagini fuori copyright possono essere usate senza richiedere l’autorizzazione, ma sempre con l’obbligo di citazione dell’autore (qualora identificabile) perché a differenza dei diritti patrimoniali, i diritti morali –ossia il riconoscimento della paternità dell’opera- non hanno una scadenza.

Google Immagini offre uno strumento per filtrare le immagini in base alle loro licenze di utilizzo (Strumenti - Diritti di utilizzo):

Utilizzo di ritratti di persone

“Il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa, salvo i casi in cui la riproduzione dell'immagine è giustificata dalla notorietà o dall'ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o culturali, quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico.” (Artt. 96-97 LdA).

In caso di utilizzo di una fotografia che ritrae il volto di una persona è necessario quindi acquisire l’autorizzazione sia del soggetto ritratto, sia dell’autore del ritratto, se diverso dal suo utilizzatore.


*Estratto dal documento “Tesi di dottorato e diritto d’autore” a cura del gruppo Open Access della CRUI. Opera rilasciata sotto Licenza Creative Commons: Attribuzione-Non Commerciale-Condividi allo stesso modo (BY-NC-SA, 2.5 Italy). Il documento in formato integrale è scaricabile qui.