Agricoltura e clima: al Simposio di Quito keynote di Elisa Pellegrino sull'uso delle micorrize contro gli stress termici
La ricercatrice dell’Istituto di Produzioni Vegetali è intervenuta come Keynote Plenary Speaker al IV International Symposium on Mycorrhizal Symbiosis, presentando le più recenti prospettive sull’impiego dei funghi micorrizici arbuscolari per rafforzare la resilienza delle colture in condizioni climatiche sfavorevoli.
Come possono le colture affrontare condizioni climatiche sempre più variabili e stress termici imprevedibili? È anche attraverso lo studio delle simbiosi micorriziche che la ricerca sta cercando nuove risposte per rafforzare la resilienza delle piante e promuovere sistemi agricoli più sostenibili.
Di questo si è occupata Elisa Pellegrino, dell’Istituto di Produzioni Vegetali della Scuola Superiore Sant’Anna, intervenuta come Keynote Plenary Speaker al IV International Symposium on Mycorrhizal Symbiosis: Diversity and Value of Mycorrhizal Symbiosis for Future Ecologies, in programma a Quito, in Ecuador, dal 25 al 28 agosto 2026. Il Simposio riunisce esperte ed esperti internazionali per discutere il ruolo delle micorrize nella sostenibilità dell’agricoltura, nella conservazione degli ecosistemi e nella risposta ai cambiamenti ambientali.
Il titolo della keynote di Elisa Pellegrino, “Application of arbuscular mycorrhizal fungi under climatic constraints”, mette al centro il potenziale applicativo dei funghi micorrizici arbuscolari in condizioni climatiche sfavorevoli. L’intervento si inserisce nel programma scientifico del Simposio come una delle keynote plenarie dedicate alle più recenti prospettive della ricerca sulle interazioni tra piante, funghi micorrizici e ambiente.
Tra i temi affrontati dalla ricerca presentata da Pellegrino rientra il ruolo delle micorrize nella risposta delle colture agli stress da freddo. I funghi micorrizici arbuscolari possono contribuire a sostenere la crescita e la fotosintesi delle piante, a proteggere le membrane cellulari e a rafforzare i sistemi di difesa antiossidante, favorendo una maggiore capacità di risposta quando le condizioni termiche diventano sfavorevoli.
Questi risultati contribuiscono a delineare nuove strategie per un’agricoltura capace di adattarsi a condizioni climatiche sempre più variabili. In questa prospettiva, l’impiego mirato di biostimolanti micorrizici può rappresentare uno strumento da modulare in funzione della coltura e delle specifiche condizioni ambientali, con l’obiettivo di sostenere la produttività e la resilienza dei sistemi agricoli.
La partecipazione al Simposio di Quito ha rappresentato inoltre un’occasione di confronto internazionale sui possibili impieghi delle micorrize. Elisa Pellegrino ha preso parte anche alla tavola rotonda dedicata alla regolamentazione dell’impiego degli inoculi micorrizici nei diversi Paesi, insieme a esperte ed esperti provenienti da istituzioni di ricerca e università internazionali.
Il contributo della Scuola Superiore Sant’Anna al Simposio conferma così il ruolo della ricerca sulle interazioni tra piante e microrganismi nello sviluppo di approcci innovativi per l’agricoltura sostenibile e per la risposta alle sfide poste dal cambiamento climatico.
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- Rajarshi Rit (https://orcid.org/0000-0003-3122-5926) | CC BY 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/4.0>, via Wikimedia Commons