Coltivare e produrre biogas per ridurre impronta di carbonio e aumentare sostenibilità e resilienza a cambiamenti climatici di sistemi colturali: convegno di avvio del progetto SMARTGAS, tra i partner l’Istituto di Scienze della Vita del Sant’Anna

Basare il contrasto ai cambiamenti climatici soltanto sul paradigma dell’energia elettrica rinnovabile non è sufficiente per ridurre in maniera efficace l’aumento della concentrazione di gas serra in atmosfera: il settore agricolo deve partecipare alla mitigazione delle emissioni di gas serra sia riducendo gli input impiegati, come energia e fertilizzanti, sia grazie alla capacità dei terreni agricoli di sequestrare carbonio sotto forma di sostanza organica utile a mantenere la fertilità e la biodiversità del suolo. Con questi presupposti prende il via il progetto SMARTGAS, ovvero “coltivare con il biogas per ridurre l’impronta di carbonio ed aumentare la sostenibilità e la resilienza ai cambiamenti climatici di sistemi colturali per le produzioni toscane di qualità”.

Il progetto SMARTGAS sulla digestione anaerobica in agricoltura è condotto da Confagricoltura Toscana e dal suo ente di assistenza tecnica (ERATA), in collaborazione con l’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna, in qualità di partner scientifico, con il Consorzio Italiano Biogas e con sei aziende agricole del territorio toscano.  

Il progetto, iniziato nel febbraio 2019, è stato avviato in maniera pubblica con il convegno che si è tenuto di recente al Centro “E. Avanzi” dell’Università di Pisa, che da anni collabora sui temi dell’agricoltura sostenibile con l’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna. Con il progetto SMARTGAS, sotto la responsabilità di Giorgio Ragaglini, l’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna collabora proponendo e studiando sistemi colturali ottimizzati che consentano di raggiungere alcuni obiettivi. Come la valorizzazione nel migliore modo possibile del digestato, in qualità di ammendante organico, adatto anche all’agricoltura biologica e con buon potere fertilizzante; la riduzione delle lavorazioni meccaniche del terreno, per preservarne la sostanza organica; il mantenimento di superfici agricole “fotosinteticamente attive”il più a lungo possibile durante l’anno, sia per produzioni food e feed sia per produzioni agroenergetiche, ottenendo così un’intensificazione colturale sostenibile.

L’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna sarà quindi impegnato nel valutare le potenzialità agronomiche, economiche ed ambientali (come l’aumento dell’efficienza d’uso dell’azoto, il miglioramento del bilancio del carbonio e dei gas serra, la biodiversità del suolo) delle innovazioni proposte.