Come migliorare la qualità e l’impatto della ricerca sul rischio climatico: le proposte in uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS)
Tra gli autori Matteo Coronese, ricercatore presso l’Istituto di Economia della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. “Rendere dati e codici accessibili è una condizione essenziale affinché la ricerca sul rischio climatico produca evidenze affidabili e realmente utili per le decisioni pubbliche”
Uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) analizza in modo sistematico il grado di riproducibilità e riutilizzabilità degli studi scientifici sul rischio climatico, mettendo in luce una criticità rilevante: solo una quota limitata della letteratura scientifica rende disponibili dati e codici in misura sufficiente a consentire la replicazione dei risultati. Tra gli autori dello studio, presentato come Perspective, anche Matteo Coronese, ricercatore presso l’Istituto di Economia della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
“Rendere dati e codici accessibili non è solo una buona pratica scientifica: è una condizione essenziale affinché la ricerca sul rischio climatico produca evidenze affidabili e realmente utili per le decisioni pubbliche” commenta Coronese.
La ricerca sul rischio climatica: l’assenza di standard condivisi e sistematici
Lo studio esamina le pratiche di open science nella ricerca sul rischio climatico, la gestione del rischio e il supporto alle decisioni pubbliche. I risultati mostrano che la mancanza di adozione di pratiche di open science non è riconducibile a singoli casi isolati, ma riflette l’assenza di standard condivisi e sistematici nella comunità scientifica.
Questa carenza ha implicazioni rilevanti: limita il progresso cumulativo della conoscenza, riduce la comparabilità tra studi e indebolisce l’utilizzo delle evidenze scientifiche nei processi di policy, in particolare nelle politiche di adattamento e gestione del rischio climatico.
La relazione tra scienza del clima e decisioni pubbliche
Lo studio propone un insieme di pratiche concrete, a basso costo e immediatamente implementabili per migliorare trasparenza, riproducibilità e impatto della ricerca. L’obiettivo è aprire la strada a nuove linee di ricerca orientate allo sviluppo di pratiche condivise di trasparenza e riutilizzabilità nella scienza del clima, per rafforzare l’interfaccia tra scienza e policy e favorire decisioni pubbliche più informate e robuste di fronte alle sfide del cambiamento climatico.
Riferimenti dello studio
Adam B. Pollack, Lisa Auermuller, Casey D. Burleyson, Jentry Campbell, Madison Condon, Courtney Cooper, Matteo Coronese, Sönke Dangendorf, James Doss-Gollin, Prabhat Hegde, Casey Helgeson, Robert E. Kopp, Jan Kwakkel, Corey Lesk, Justin Mankin, Robert E. Nicholas, Jennie Rice, Samantha Roth, Vivek Srikrishnan, Moira Scheeler, Nancy Tuana, Chris Vernon, Mengqi Zhao, and Klaus Keller, Unlocking the benefits of transparent and reusable science for climate risk management, Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), Gennaio 2026.