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La Scuola Sant’Anna a Lampedusa: un laboratorio sui diritti oltre frontiera per la XIII Giornata della Memoria e dell’Accoglienza

Nell’edizione dedicata alle “Voci del Mediterraneo”, la professoressa Francesca Biondi Dal Monte guida studenti e studentesse tra confini digitali, diritto d’asilo e salute delle persone migranti

Data pubblicazione: 02.10.2026
Porta di Lampedusa
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Se il Mediterraneo avesse una voce, parlerebbe molte lingue. Racconterebbe di porti e di commerci, di popoli che per millenni si sono incontrati e mescolati. Racconterebbe anche le partenze notturne, le barche troppo piene, i nomi che nessuno ha ricordato. È proprio a questa voce, e alle tante voci che lo attraversano, che è dedicata l’edizione 2026 della Giornata della Memoria e dell’Accoglienza: Voci del Mediterraneo.

L’iniziativa, promossa dal Comitato 3 Ottobre, si svolge come ogni anno a Lampedusa. A poche centinaia di metri da quella costa, il 3 ottobre 2013, un naufragio causò la morte di 368 persone. Da allora quella data è diventata un momento di memoria collettiva e un appuntamento educativo che porta sull’isola studenti, insegnanti, sopravvissuti, familiari delle vittime, attivisti, giornalisti e rappresentanti delle istituzioni. In questi tredici anni, l'iniziativa ha coinvolto oltre 80.000 studenti e insegnanti provenienti da 27 Paesi europei ed è diventata una delle reti educative sulle migrazioni più longeve e diffuse d’Europa.

Il tema scelto per il 2026 vuole restituire centralità ai racconti che spesso restano fuori dal dibattito pubblico: quelli delle persone migranti, dei sopravvissuti, dei familiari delle vittime, delle comunità di accoglienza e dei soccorritori. Non basta ascoltare queste voci: bisogna imparare a riconoscerle, interrogarle e offrire risposte. 
 Il programma alterna momenti istituzionali, dibattiti pubblici, incontri con i testimoni dei naufragi. Si chiude il 3 ottobre con la marcia verso la Porta d’Europa e la deposizione di una corona di fiori in mare. 


I diritti oltre la frontiera: il laboratorio della Scuola Sant'Anna

Anche per questa edizione la Scuola Superiore Sant’Anna partecipa con un proprio laboratorio: Diritti oltre frontiera. Vulnerabilità e diritto d’asilo lungo le rotte del Mediterraneo, curato da Francesca Biondi Dal Monte, docente di Diritto costituzionale all’Istituto Dirpolis. Il laboratorio accompagna i partecipanti nel viaggio dei migranti lungo la rotta del Mediteranneo, analizzando i motivi che spingono le persone a migrare e i passaggi cruciali delle rotte migratorie di oggi.

Il primo è rappresentato dai confini, sempre più digitali. Un tempo la frontiera era una linea sulla carta o una costa all’orizzonte. Oggi comincia molto prima: in un database, in un’impronta digitale, in un algoritmo che decide chi può fare ingresso e chi no. Sistemi di sorveglianza, identificazione e controllo regolano l’accesso al territorio europeo già prima dell’arrivo fisico. Si attraversa un confine prima ancora di toccare terra, e spesso senza sapere di averlo già incontrato.

Il secondo è il diritto d’asilo, una delle promesse più antiche che le comunità umane si siano fatte. Il laboratorio ne esplora il contenuto ma anche le procedure previste per riconoscere chi ne ha diritto.

Il terzo è la salute, che è insieme una fonte di vulnerabilità e un diritto spesso compromesso durante il viaggio fino all’arrivo in Europa. Ogni viaggio lascia segni sul corpo prima ancora che nei documenti. La fatica, la paura e molto spesso le violenze subite richiedono servizi in grado di prendersene carico.

"A Lampedusa inizia l’Europa - sottolinea Francesca Biondi Dal Monte. - È da qui che occorre partire per ogni riflessione sulla governance delle migrazioni, una governance capace di tenere insieme la disciplina dei flussi migratori e la tutela dei diritti delle persone".