Immagine di tessuto osseo in provetta che si sviluppa sotto l’effetto dell’ipergravità sul podio del concorso fotografico triestino “Arte o scienza?”

Non lasciatevi suggestionare dal titolo: “Canestro e doppio canestro!” non è la rappresentazione di una fase di gioco particolarmente riuscita durante una partita di basket, ma la (bella) immagine di tessuto osseo che cresce in una provetta e in ipergravità, con cui ha conquistato la seconda posizione – nell’ambito del concorso triestino “Arte o scienza?” - Attilio Marino, allievo del Ph.D. in BioRobotica presso l’omonimo Istituto della Scuola Superiore Sant’Anna e il Centro di MicroBioRobotica di IIT (Istituto Italiano di Tecnologia), entrambi con sede a Pontedera.

Alla competizione, promossa nell’ambito del “Salone europeo della ricerca”, sono state ammesse 163 opere e, tra quelle salite sul podio, la giuria ha selezionato lo “scatto” di Attilio Marino, che mostra il tessuto osseo in provetta. A giudicare da queste parole, l’immagine potrebbe apparire didascalica e freddamente scientifica. Nel sentire comune, spesso, la fotografia scientifica è associata alla razionalità e alla rappresentazione slegata da un’intrinseca bellezza, intesa – ad esempio - come combinazione armonica di forme e di colori.

La ricerca scientifica, invece, può essere anche bella da vedere, se illustrata con foto che esaltano la fantasia e la creatività dei giovani scienziati, come nel caso dell’opera di Attilio Marino. Nel fotogramma l’allievo Ph.D. del Sant’Anna e di IIT ha saputo “congelare” il momento in cui le cellule staminali captano (“internalizzano” nel linguaggio degli scienziati) nanoparticelle di titanato di bario (in verde). “Per facilitare l'internalizzazione delle nanoparticelle nelle cellule staminali – spiega Attilio Marino, svelando il dietro le quinte dello scatto condotto nel gruppo di cui è leader Gianni Ciofani – abbiamo impiegato una forza di iper-gravità pari a 20 volte la gravità terrestre (20g) per tre ore. Le particelle sono entrate all'interno delle cellule staminali mesenchimali, il cui cito-scheletro (simile a un’impalcatura che sostiene la cellula) è evidenziato in rosso, e ne hanno circondato i nuclei (in blu). Grazie all'internalizzazione delle particelle nelle staminali – conclude - è stato possibile ottenere tessuto osseo in provetta”, conquistando la giuria “per il contr asto complementare dei colori e per l’effetto di fluttuazione delle forme”.

L’opera fotografica è in mostra per la prima volta fuori dal concorso in occasione dell’open day del Polo Sant’Anna Valdera a Pontedera, in occasione della festività cittadina di San Faustino.

Didascalie, dall'alto: Attilio Marino con il suo team leader Gianni Ciofani;
“Canestro e doppio canestro!” (particolare, Credits: Attilio Marino, Scuola Superiore Sant’Anna e IIT)
 

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