Venezia ospita l’edizione 2025 dell’evento annuale del Network delle Regioni sulla valutazione della performance sanitaria relativa ai dati 2025
Il Network è coordinato dal Laboratorio MeS (Management e Salute) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e analizza i dati di cinque regioni italiane (Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Umbria e Veneto) e delle Province autonome di Trento e Bolzano
- Tutti i risultati sono disponibili sul portale: www.performance.santannapisa.it
- L’accesso ai dati è libero, previa registrazione automatica.
La Regione Veneto ha accolto quest'anno l'appuntamento annuale dedicato alla valutazione della performance dei servizi sanitari del Network delle Regioni. Fondato nel 2008 con la missione di diffondere una cultura del confronto e del miglioramento continuo tramite il benchmarking sistematico, il Network si basa su una partecipazione volontaria e collaborativa e riunisce attualmente le due Province Autonome di Trento e Bolzano insieme a cinque Regioni italiane – Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Umbria e Veneto.
Dopo i saluti istituzionali di Gino Gerosa, Assessore della Regione Veneto, e Kira Fortune, rappresentante del WHO European Office for Investment for Health and Development (Venice, Italy), la Prof.ssa Milena Vainieri, Responsabile del Laboratorio Management e Salute, dell’Istituto di Management, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha dato avvio ai lavori introducendo i principali risultati del Sistema di Valutazione della performance 2025, successivamente approfonditi da Alessia Caputo, coordinatrice del sistema di valutazione della performance del Network delle Regioni.
"Accanto alle valutazioni di sintesi, quest'anno analizziamo i dati attraverso la lente del Low-Value Care. Non si tratta solo di individuare prestazioni inutili o inappropriate, ma anche di evidenziare i servizi efficaci che vengono sottoutilizzati. Una chiave di lettura essenziale per comprendere l'impatto di questi fenomeni sulla sostenibilità economica e ambientale del sistema sanitario" ha dichiarato la prof.ssa della Scuola Superiore Sant'Anna Milena Vainieri.
"I dati del Laboratorio di Management e Sanità della Scuola Sant'Anna di Pisa confermano la sanità veneta ai vertici del Sistema di Valutazione delle Performance del Network delle Regioni per qualità e reattività. Il 'bersaglio' direi che è centrato: vedere l'utilizzo del Fascicolo Sanitario Elettronico da parte del cittadino balzare dal 24% al 61%, il mantenimento della capacità di governo della domanda al centro del bersaglio da anni e oltre il 50% degli indicatori in netto miglioramento dimostra che l'innovazione e la digitalizzazione in Veneto sono già realtà al servizio del cittadino. Continuiamo a investire per mantenere questi standard di eccellenza.
Accogliamo questi ottimi risultati con orgoglio ma senza trionfalismi. Il fatto che il 70% degli indicatori sia migliorato o stabile dimostra la tenuta del nostro sistema. Per noi Il Sistema di Valutazione delle Performance della Scuola Sant'Anna di Pisa si conferma non solo un bilancio delle attività, ma uno strumento dinamico di governance fondamentale per orientare le scelte future e continuare a garantire ai cittadini veneti una sanità pubblica di eccellenza, siamo già concentrati sulle aree di miglioramento segnalate, come la degenza in area medica e l'aderenza ai trattamenti, per rendere la nostra sanità ancora più efficiente" ha dichiarato Gino Gerosa, Assessore alla Sanità e alla programmazione socio-sanitaria della Regione Veneto.
I dati sulla sostenibilità economica del sistema mostrano un quadro fortemente differenziato. Dal lato del costo sanitario pro-capite, la forbice mostra una variabilità di circa 1.000 euro per singolo cittadino tra la Regione Veneto, con poco più di 2.500 euro, e la PA Bolzano, che supera i 3.500 euro di spesa pubblica per residente. Sul versante dell'efficienza ospedaliera, il costo medio per punto DRG varia da 5.452 euro in Toscana a oltre 8.900 nella PA Bolzano. Ampie variabilità emergono anche nella spesa per dispositivi medici e per farmaci biologici ad alto costo, dove il prezzo per mg tra regioni arriva in alcuni casi a triplicarsi, suggerendo margini significativi di ottimizzazione nelle politiche di acquisto.
L'analisi ha poi tradotto le differenze tra regioni in valore economico concreto, stimando il potenziale di recupero nello scenario di convergenza alla media del network e in quello di allineamento alla regione più performante. I numeri sono significativi. Sul Pronto Soccorso, raggiungere i livelli della Basilicata, miglior performer con 272 accessi per 1.000 abitanti, libererebbe oltre 295 milioni di euro a livello di network. Per le ospedalizzazioni evitabili, la convergenza verso la Toscana nei casi di scompenso cardiaco consentirebbe un recupero di quasi 25 milioni di euro, mentre per la BPCO il potenziale supera i 3,7 milioni. Stime sicuramente parziali, riferite a una selezione limitata di indicatori, a cui si deve aggiungere il valore non monetizzabile di cure più appropriate per i pazienti.
Sul fronte dell'appropriatezza prescrittiva, il consumo di antibiotici negli adulti mostra un gradiente geografico marcato: dai 7,52 DDD per 1.000 abitanti/die della PA Bolzano ai 19,78 della Basilicata. Il dato pediatrico amplifica le preoccupazioni, con un picco distrettuale a Orvieto di 5,54 prescrizioni per 1.000 abitanti/die. Anche la qualità della prescrizione varia significativamente: la quota di antibiotici access, ossia di prima scelta secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, va dal 51,6% della Toscana al 64,6% del Friuli Venezia Giulia. Analoghe considerazioni valgono per la diagnostica per immagini. Il tasso di risonanze magnetiche muscoloscheletriche negli over-65 varia da 23 per 1.000 residenti in Veneto a quasi 35 nella PA Bolzano, mentre la quota di RM alla colonna ripetute entro 12 mesi, tra il 7,5% del Veneto e il 13,4% della PA Bolzano, configura un caso emblematico di sovrautilizzo con ricadute misurabili anche in termini di emissioni di CO₂ evitabili.
Infine, i percorsi di cura per le cronicità evidenziano differenze sostanziali tra regioni. Il tasso di ospedalizzazione per scompenso cardiaco varia da 120 per 100.000 abitanti in Toscana a quasi 280 in Basilicata; per la BPCO la forbice è ancora più ampia, da 6,87 in Toscana a 40,80 nella PA Bolzano. In questo quadro emerge anche la questione della sostenibilità farmaceutica: la spesa per farmaci antidiabetici ha superato 1,6 miliardi di euro a livello nazionale nel 2024 (+13,2% rispetto all'anno precedente), trainata dagli analoghi del GLP-1 e dalle glifozine, con differenze significative tra regioni nell'appropriatezza di avvio della terapia.
Nel corso della giornata sono stati proposti tre interventi di approfondimento. Il primo ha affrontato il ruolo del distretto come unità di misura della performance sanitaria territoriale, presentato dalle ricercatrici e dai ricercatori del Laboratorio MeS e commentato da Antonino Trimarchi, Presidente della Confederazione delle Associazioni Regionali dei Distretti (CARD). Il secondo intervento, a cura di Dheepa Rajan dell'European Observatory on Health Systems and Policies, ha esplorato le strategie per scalare e implementare modelli di integrated care nei sistemi sanitari europei. Il terzo approfondimento è stato tenuto dal Prof. Gwyn Bevan, Emeritus Professor della London School of Economics and Political Science, sul ruolo delle regioni all'interno del Servizio Sanitario Nazionale britannico (National Health System, NHS), offrendo uno sguardo comparativo di particolare interesse per il dibattito italiano. A completamento della discussione, la Prof.ssa Sabina Nuti, già Rettrice della Scuola Superiore Sant'Anna, ha moderato una tavola rotonda istituzionale che ha visto la partecipazione di Angelo Tanese, Direttore AGENAS, Domenico Tripaldi (Regione Basilicata), Federico Gelli (Regione Toscana), Giancarlo Ruscitti (Regione Veneto) e Vito Montanaro (Regione Puglia). Al centro del confronto, il ruolo delle regioni nel governo e nel miglioramento del sistema sanitario italiano, tra autonomia decisionale e necessità di coordinamento nazionale.
Le conclusioni della giornata sono state affidate a Walter Bergamaschi, Direttore Generale della Programmazione e dell'Edilizia Sanitaria del Ministero della Salute.