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Custodi della spiaggia: ecosistema da conoscere, condividere e difendere. A Cecina il meeting di medio termine del progetto europeo AMMIRARE: istituzioni e ricerca a confronto sulla resilienza delle coste

Finanziato dal programma Interreg Marittimo Italia-Francia e coordinato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, il progetto mira a contrastare il cambiamento climatico con soluzioni basate sulla natura

Data pubblicazione: 30.03.2026
Progetto AMMIRARE
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Una tre giorni di incontri dedicata alla resilienza delle coste mediterranee e al ruolo delle soluzioni basate sulla natura nella gestione sostenibile degli arenili. Marina di Cecina ha ospitato il meeting di medio termine di AMMIRARE – Azioni e Metodologie per il Miglioramento della Resilienza degli Arenili, progetto europeo finanziato dal programma Interreg Marittimo Italia-Francia e coordinato dal Centro di Ricerca interdisciplinare sulla Sostenibilità e il Clima della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che ha l’obiettivo di contrastare il cambiamento climatico con soluzioni basate sulla natura.

L’evento, dal titolo “Custodi della spiaggia: ecosistema da conoscere, condividere e difendere” ha messo a confronto amministratori pubblici, istituzioni europee, stakeholder e rappresentanti della comunità scientifica per fare il punto sui primi risultati del progetto e sulle strategie per affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico.

L’incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, enti di ricerca e partner del progetto provenienti dall’area transfrontaliera – Toscana, Liguria, Sardegna, Corsica e Provenza-Alpi-Costa Azzurra – impegnati a vario titolo nella gestione e tutela degli ecosistemi costieri. Presenti l’assessore all’Ambiente della Regione Toscana, David Barontini, la sindaca del Comune di Cecina, Lia BurgalassiDario Labonia, comandante della Base Logistico Addestrativa Villa Ginori, Filippo Giabbani , dell’autorità di Gestione del PC Italia-Francia Marittimo. I lavori sono stati aperti da Grammenos Mastrojeni, Segretario Generale Aggiunto dell’Unione per il Mediterraneo, con un intervento dedicato al Mediterraneo come uno degli hotspot climatici globali. Ha mandato il proprio saluto anche Olivier Baudelet, rapporteur del Programma Italia-Francia Marittimo presso la DG REGIO della Commissione Europea. 

Due le sessioni tematiche, guidate dalle parole chiave del progetto. 
Conoscere: presentazione dei primi risultati del monitoraggio costiero, delle metodologie di analisi degli arenili e delle strategie di riqualificazione degli ecosistemi dunali. 
Condividere e difendere: confronto tra istituzioni, ricercatori e operatori del territorio sulle azioni necessarie per rafforzare la resilienza delle spiagge, con un focus sul ruolo ecologico della Posidonia oceanica, elemento chiave per la protezione degli arenili ma spesso oggetto di percezioni contrastanti da parte dei fruitori delle spiagge. Proprio su questo tema, una ricerca della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha evidenziato come la percezione della Posidonia sia fortemente influenzata dal contesto e dalla comunicazione, aprendo la strada a nuove strategie di valorizzazione della biodiversità costiera.

La mattina del 27 marzo è stata invece dedicata alle nuove generazioni e si è conclusa con un’attività sul campo presso la spiaggia delle Gorette (sito pilota del progetto), trasformata per l’occasione in un’aula didattica a cielo aperto per studenti e ricercatori. La giornata ha rappresentato l'evento conclusivo di un percorso didattico avviato in classe, durante il quale studenti e docenti hanno collaborato strettamente con i ricercatori e le ricercatrici del progetto. Dopo aver approfondito il valore ecosistemico della Posidonia oceanica e delle dune, i ragazzi hanno presentato gli elaborati realizzati durante gli incontri, come cartelloni e giochi didattici.

“Mettere insieme gli attori, le conoscenze e la capacità di applicarle concretamente è essenziale per affrontare crisi sempre più significative, legate anche al cambiamento climatico e alle trasformazioni in atto. Le Università possono offrire contributi basati sulla scienza e sull’osservazione della natura, ad esempio nella gestione della resilienza delle coste, ma è fondamentale che queste conoscenze vengano condivise con i cittadini, protagonisti dei territori, con gli attori economici e con le istituzioni.
Serve un lavoro comune che aiuti a comprendere il valore di soluzioni come una gestione più naturale delle spiagge e che permetta di attivare azioni di sistema. Solo così sarà possibile accompagnare il cambiamento necessario e rendere le coste più capaci di adattarsi alle trasformazioni in corso. Il nostro obiettivo è proprio questo: mettere a sistema le conoscenze per orientare in modo efficace le scelte dei policy maker” dichiara Marco Frey, coordinatore del Centro di ricerca interdisciplinare sulla Sostenibilità e il Clima della Scuola Sant’Anna.