Obesità: aumenta la crescita di casi nei Paesi in via di sviluppo mentre diminuisce nei Paesi a medio-alto reddito. Il caso dell’Italia, dove emergono segnali incoraggianti tra i più giovani
Uno studio pubblicato su Nature ha coinvolto circa 900 tra università ed enti di ricerca in tutto il mondo. Il contributo della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa
Nei Paesi ad alto reddito i casi di obesità tendono a rallentare o stabilizzarsi, mentre nei Paesi a basso e medio reddito continuano ad accelerare. È quanto emerge da uno studio internazionale pubblicato su Nature, che ha coinvolto circa 900 tra università ed enti di ricerca in tutto il mondo, tra cui il Centro di ricerca Interdisciplinare Health Science della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Lo studio, intitolato “Obesity rise plateaus in developed nations and accelerates in developing nations”, ha analizzato dati provenienti da 4.050 indagini sulla popolazione, con misurazioni dirette di altezza e peso di oltre 232 milioni di persone nel periodo compreso tra il 1980 e il 2024. Si tratta di una delle più vaste analisi mai realizzate sull’evoluzione dell’obesità nel mondo.
Focus Italia: segnali positivi nei bambini e adolescenti
Tra i risultati più rilevanti presentati nello studio, emerge in Italia emerge un possibile rallentamento — e in alcuni casi una lieve diminuzione — della prevalenza dell’obesità tra bambini e adolescenti a partire dagli anni Duemila. Un dato che colloca il nostro Paese tra quelli che mostrano i segnali più incoraggianti nel panorama occidentale, insieme a Portogallo e Francia.
Secondo gli autori, questo andamento potrebbe riflettere l’effetto combinato di una maggiore attenzione alla prevenzione, campagne di educazione alimentare, promozione dell’attività fisica e una crescente sensibilità pubblica verso i temi della salute e della nutrizione.
Nonostante questi segnali positivi, lo studio evidenzia come l’obesità resti una delle principali sfide sanitarie anche in Italia, soprattutto per le disuguaglianze territoriali e socioeconomiche che influenzano alimentazione, sedentarietà e accesso a stili di vita salutari.
Nei Paesi in via di sviluppo l’obesità accelera
Lo scenario resta invece critico nei Paesi a basso e medio reddito, dove l’aumento annuale della prevalenza dell’obesità continua a crescere e in alcuni casi supera i livelli registrati nei Paesi più ricchi.
Secondo gli autori, queste differenze riflettono cambiamenti sociali, economici e tecnologici che influenzano disponibilità, accessibilità economica e consumo degli alimenti. Se nei Paesi sviluppati alcuni fattori potrebbero aver contribuito a contenere la crescita dell’obesità, nei Paesi in via di sviluppo saranno necessarie politiche sanitarie e nutrizionali più incisive.