AGROECOLOGIA, PER UN’AGRICOLTURA CHE PRODUCE CIBO A LIVELLO GLOBALE E IN MANIERA SOSTENIBILE: SUCCESSO DEL GRUPPO DELLA SCUOLA SANT’ANNA AL CONVEGNO EUROPEO DI LIONE

Un gruppo di otto fra ricercatori e dottorandi del Gruppo di Agroecologia (GOA), che afferisce all’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna, sono stati coinvolti nel “First Agroecology Europe Forum”, che si è tenuto a Lione (Francia) negli ultimi giorni di ottobre 2017. L’evento è stato organizzato da “Agroecology Europe”, associazione europea di recente costituzione per promuovere l’agroecologia, e ha coinvolto più di 300 partecipanti suddivisi tra ricercatori, attivisti, agricoltori e “decisori pubblici” provenienti da tutta Europa che si sono confrontati sul tema “Incoraggiare le sinergie tra movimenti sociali, ricerca scientifica e pratica agricola”. L’associazione “Agroecology Europe” si pone infatti l’obiettivo principale di promuovere l’agroecologia, considerandola un approccio efficace per un’agricoltura che produca cibo a livello globale, in maniera più sostenibile.

In occasione del forum di Lione, Anna Camilla Moonen, ricercatrice al Gruppo di Agroecologia, ha coordinato il workshop “Agrobiodiversity to support Agroecology”, sull’uso dellabiodiversità funzionale per incrementare i servizi ecosistemici. Sempre in questo stesso workshop, Simone Marini, post-doc al Gruppo di Agroecologia, ha presentato la sua esperienza di dialogo tra apicoltori e agricoltori della piana di Pisa, per sensibilizzarli sull’importanza delle api selvatiche e del miele.  Si sono create le condizioni per questa esperienza a seguito dei risultati ottenuti studiando la connessione tra gli ambienti semi-naturali e l’impollinazione del girasole. La ricerca è stata condotta nell’ambito del progetto europeo del settimo programma quadro QuESSA al quale la Scuola Superiore Sant’Anna ha preso parte. Cian Blaix, dottorando in Agrobiodiversità all’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna, ha portato un contributo su un argomento simile, presentando un poster sul monitoraggio dei sirfidi nel Parco regionale di San Rossore.Mariateresa Lazzaro, post-doc al Gruppo di Agroecologia, ha presentato l’app “CAPSELLA spade-test” che serve per registrare le osservazioni delle condizioni del suolo secondo il metodo qualitativo codificato come “prova della vanga”. Questa applicazione per smartphone è stata sviluppata in collaborazione con agricoltori greci e italiani nell’ambito del progettoHorizon 2020 CAPSELLA. I partecipanti al forum hanno avuto l’occasione di provare in campo questa applicazione durante una delle visite in azienda organizzate durante  il forum di Lione.

Fernando Pellegrini, dottorando in Agrobioscienze all’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna, ha presentato i risultati del suo progetto di ricerca con agricoltori toscani, nell’ambito del progetto FERTILCROP. In questa esperienza di collaborazione, agricoltori, tecnici e ricercatori hanno portato avanti - e infine valutato - una prova sperimentale in azienda sulla consociazione tra frumento e trifoglio. La ricerca ha portato un sostanziale contributo al workshop “Legumes in European cropping systems for climate change adaptation” che si è svolto durante il forum a Lione. Sempre riguardo ai legumi in agricoltura, Fernando Pellegrini ha anche presentato un poster sul progetto Horizon 2020 LEGVALUE, che verte sulla valorizzazione della filiera dei legumi. Questa ricerca è stata l’argomento anche del poster presentato da Hailie Shiferaw Wolle, dottorando in Agrobiodiversità all’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna, relativo al suo progetto di dottorato sulla percezione degli agricoltori delle tecniche di agroforestazione in Etiopia. Stefano Carlesi, post-doc al Gruppo di Agroecologia, ha presentato le attività per implementare modelli di allevamento agroecologico, sviluppato nel progetto INVERSION, portato avanti insieme alla rete di allevatori della Valle delle Giudicarie (Trento), finanziato dal Piano di sviluppo rurale della Provincia di Trento, come parte dell’attuale Politica agricola comune.

Paolo Bàrberi, coordinatore del Gruppo di Agroecologia, ha presieduto la sessione “Development of Agroecological practices”, in cui sono stati presentati i risultati di esperimenti basati sull’agroecologia in diversi contesti, in Europa e in ambiti extra europei. In questa sessione, Antsa Rafenomanjato, dottorando in Agrobiodiversità all’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna, ha presentato i risultati del suo progetto sulla gestione delle piante infestanti tramite l’uso di una leguminosa perenne, Stilosanthes guinaensis, applicata alla coltura di riso in asciutta in Madagascar.

Da segnalare che Paolo Bàrberi è stato eletto di nuovo in qualità di componente del Consiglio dell’associazione “Agroecology Europe”, che comprende 10 componenti dei tre campi di azione dell’agroecologia: ricerca scientifica, pratica agricola e attivismo sociale. L’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna continuerà a essere attivo in “Agroecology Europe”, contribuendo con la sua esperienza di ricerca nei progetti passati e futuri sui temi dell’agroecologia e dell’agrobodiversità.

In copertina: prova  in campo dell’app “CAPSELLA spade-test”  per il monitoraggio visivo della salute del suolo, organizzata dal Gruppo di Agroecologia dell’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna in un’azienda biologica vicino a Lione.

Nella gallery: componenti attuali e passati del Gruppo di Agroecologia dell’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna, al First Agroecology Europe Forum a Lione, 25-27 Ottobre 2017. In piedi (da sinistra a destra): Paolo Bàrberi, Stefano Carlesi, Camilla Moonen, Hailie Shiferaw Wolle, Mariateresa Lazzaro e Simone Marini. In ginocchio (da sinistra a destra): Daniele Antichi (Università di Pisa), Fernando Pellegrini, Ambrogio Costanzo (The Organic Research Centre, Regno Unito), Antsa Rafenomanjato.

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