Mobilità sociale e merito, presentati a Roma i risultati del progetto sostenuto dal Miur: così l’università torna a essere l’ascensore sociale per non disperdere il talento degli studenti provenienti da famiglie con bassa scolarizzazione

È possibile far ripartire la mobilità sociale in Italia, riducendo i condizionamenti che frenano l’accesso all’istruzione universitaria e garantire che gli studenti capaci e meritevoli provenienti da contesti familiari e ambientali non semplici abbiano le stesse opportunità riservate ai coetanei che vivono in situazioni meno critiche? Sono i temi affrontati nella “Consensus Conference - Obiettivo mobilità sociale, sostenere il merito per creare valore nel sistema Paese” svoltasi a Roma, al Ministero dell’istruzione, università e ricerca. Alla presenza della ministra Valeria Fedeli, esponenti del mondo accademico, istituzionale e delle imprese hanno animato il dibattito sulle azioni per attuare una nuova strategia del merito, che considera la diversità delle provenienze sociali come opportunità da valorizzare e occasione da cogliere, per innovare e rendere più produttivo il “sistema Italia”.  

“È importante e urgente intervenire – ha ricordato Giuliano Amato, introducendo il dibattito  -perché troppo spesso ci si dimentica che la scelta universitaria è condizionata dalla fragilità della condizione socio-economica. Può sembrare incredibile che un giovane perda l’opportunità di mettere a frutto il suo talento e che l’Italia perda un talento che potrebbe illuminarla, per una ragione del genere. Eppure accade”. Quali sono allora gli strumenti e le azioni che si possono intraprendere per contrastare il fenomeno?” Partendo da questa domanda centrale, si sono confrontati con proposte e spunti di riflessione, Giovanni Brugnoli (vice presidente di Confindustria per il capitale umano), Giovanna Boda (Capo dipartimento per le Pari opportunità, Presidenza del Consiglio dei ministri), Innocenzo Cipolletta (presidente Assonime ), Ivano Dionigi (presidente consorzio AlmaLaurea), Catia Tomasetti (presidente Acea), Francesco Mantovani (principal expert “The European House Ambrosetti”).

In apertura della “Consensus Conference”, sono stati presentati i risultati del progetto “Mobilità sociale e merito”, realizzato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, in collaborazione con la Direzione generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione del Ministero dell’istruzione, università, ricerca che ha selezionato 290 studenti iscritti a licei, istituti tecnici e professionali, accomunati dalla provenienza da famiglie con bassa scolarizzazione, in un percorso di orientamento triennale con il tutoraggio degli allievi della Scuola Superiore Sant’Anna.

Il progetto ha ottenuto risultati che i promotori definiscono “molto soddisfacenti”. I 290 studenti, seguiti dagli allievi della Scuola Superiore Sant’Anna, hanno riportato valutazioni scolastiche “eccellenti”, conseguendo voti di maturità superiori alla media nazionale. In circa il 90 per cento dei casi questi studenti hanno deciso di proseguire gli studi dopo il diploma. Una scelta che per molti di loro sarebbe stata preclusa e che, grazie al percorso di orientamento con gli allievi della Scuola Superiore Sant’Anna, hanno potuto affrontare con maggiore consapevolezza.

Le attività di tutoraggio “peer to peer” sono risultate “particolarmente influenti” sugli studenti degli istituti tecnici e professionali. Tra questi studenti, infatti, la partecipazione al progetto è risultata determinante nella scelta di intraprendere gli studi universitari per circa il 60 per cento dei casi. Assai elevato, infine, il livello di gradimento del progetto “Mobilità sociale e merito”. Il 95 per cento degli studenti lo ha apprezzato, definendolo occasione di crescita personale e opportunità per orientarsi in maniera consapevole sulla scelta post-diploma più adatta alle proprie inclinazioni e potenzialità.

Nel progetto “Mobilità sociale e merito” tra il 2013 e il 2016 sono state coinvolte 26 scuole secondarie superiori dislocate in cinque regioni italiane (Campania, Lombardia, Sardegna, Sicilia, Toscana). Tramite le visite degli allievi tutor alle scuole partner, contatti via web e un corso residenziale di orientamento organizzato a Volterra (Pisa) per tutti i partecipanti del progetto, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha messo in campo una strategia informativa destinata a “ridurre le asimmetrie informative che spesso ostacolano l’accesso all’istruzione universitaria dei giovani provenienti da famiglie a bassa scolarizzazione”, per “offrire agli studenti stimoli culturali e intellettuali indispensabili nella maturazione di una scelta consapevole del futuro”.

“La mobilità sociale deve essere intesa non solo come ‘ascensore sociale’ - ha spiegato la Ministra Valeria Fedeli -, ma come vera e propria realizzazione della persona. Questo deve essere il fine costitutivo del nostro sistema d’istruzione. La scuola è il luogo insostituibile nel quale le nuove generazioni acquisiscono e potenziano le competenze di base e trasversali indispensabili per sviluppare la propria identità, la propria autonomia, la propria capacità di decidere e progettare per sé”. “Lo studio condotto dalla Scuola Superiore Sant’Anna – ha aggiunto Fedeli - è sorprendente se consideriamo che alla fine del percorso nove ragazze e ragazzi su 10 hanno deciso di proseguire gli studi dopo il diploma, diversamente da come avrebbero fatto prima di partecipare al progetto. È la dimostrazione di quanto sia strategico l’orientamento. Insieme abbiamo scritto una pagina di buona scuola, di scuola che accoglie e include, che promuove la conoscenza di sé e prepara per le sfide del futuro”.  

“L’orientamento per la scelta degli studi universitari – ha commentato Pierdomenico Perata, rettore della Scuola Superiore Sant’Anna, a margine della ‘Consensus Conference’ – riveste una funzione strategica, per valorizzare il proprio modello formativo e per individuare studenti di talento da indirizzare verso una formazione di eccellenza, come quella offerta dalle scuole universitarie superiori, come la Scuola Superiore Sant’Anna, la Scuola Normale Superiore, lo Iuss di Pavia, presenti con i loro rettori. Il preoccupante fenomeno che caratterizza l’accesso agli studi universitari in Italia, sempre più condizionato dal contesto familiare di provenienza, conferma quanto sia urgente affrontare il problema della mobilità sociale per una più efficiente ed equa suddivisione delle persone nelle posizioni sociali che competono loro, da raggiungere indipendentemente dalle condizioni sociali ed economiche di partenza, secondo quanto prevede la Costituzione italiana”.

“L’esperienza condotta e i risultati raggiunti  – ha sottolineato Sabina Nuti, docente di economia e gestione delle imprese alla Scuola Superiore Sant’Anna e coordinatore scientifico del progetto– fanno intravedere concrete ipotesi per trasformare la mobilità sociale in un’opportunità di cui può beneficiare il sistema Paese. È arrivato il momento di sottoscrivere un patto e chiamare a raccolta tutti gli attori di un processo ampio e trasversale per valorizzare il merito che, a partire dagli studi scolastici, punti ad arrivare a una valorizzazione del capitale umano in tutti i contesti produttivi e lavorativi, come leva efficace per rilanciare il nostro paese”.

Nella photogallery: tabelle che riepilogano dati caratterizzanti emersi dal progetto “Mobilità sociale e merito”

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