SINDROME DI BURNOUT: PRESENTAZIONE DEL PROGETTO REGIONALE TOSCANO SULLA PREVENZIONE E RIABILITAZIONE DEI DANNI DA STRESS LAVORO-CORRELATO. CONTRIBUTO DELL’ISTITUTO TECIP DELLA SCUOLA SANT’ANNA PER L’UTILIZZO DI SCENARI DI REALTA’ VIRTUALE

In Toscana al via un progetto regionale sulla prevenzione e sulla riabilitazione dei danni da stress lavoro-correlato (sindrome di burnout) con l'uso di realtà virtuale e percorsi formativi universitari specifici, proposto da Inail Regione Toscana, Università di Pisa, Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana e Scuola Superiore Sant’Anna. All’Istituto di Tecnologie della Comunicazione, dell’Informazione e della Percezione della Scuola Superiore Sant’Anna, in particolare al Laboratorio PERCRO, viene chiesto di contribuire al progetto mediante lo sviluppo di ambienti virtuali per implementare protocolli di riabilitazione, basati su terapia espositiva, in casi di stress lavoro-correlato. Quello della sindrome di burnout è un tema delicato che in questi giorni l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riportato all’attenzione dell’opinione pubblica, con il riconoscimento ufficiale dello “stress da lavoro” – o sindrome di burnout – inserito dall’OMS nell’elenco dei disturbi medici, in occasione dell’aggiornamento annuale.

Alla presentazione del progetto, presso il Rettorato dell’Università di Pisa, sono intervenuti il Prorettore per i Rapporti con gli enti del territorio dell'Ateneo pisano Marco Gesi; il direttore generale di Inail Toscana, Giovanni Asaro; il direttore generale dell'AOUP Silvia Briani; il direttore della Scuola di specializzazione in Medicina del Lavoro dell'Università di Pisa Alfonso Cristaudo; il responsabile del Centro per il disadattamento lavorativo dell'AOUP Rodolfo Buselli; il dirigente medico della Sovrintendenza medica regionale Inail Massimo Paoli; Marcello Carrozzino e Federico Vanni, rispettivamente ricercatore e assegnista di ricerca del Laboratorio PERCRO dell’Istituto TeCIP (Tecnologie della Comunicazione, dell’Informazione e della Percezione) della Scuola Superiore Sant'Anna.

Il progetto mira a creare interventi personalizzati su ogni lavoratore con danni psichici da stress lavoro-correlato, ridurre i suoi livelli di stress lavoro-correlato, trattare eventuali patologie psichiatriche, elaborare strategie individualizzate per il suo reinserimento lavorativo attraverso l’assistenza e lo sviluppo di percorsi di terapia cognitivo-comportamentale con tecnologia di realtà virtuale.

In Europa il 25 per cento dei lavoratori sostiene di soffrire di stress legato all’attività lavorativa per tutto o per la maggior parte dell’orario di lavoro e una percentuale simile riferisce che l’attività lavorativa rappresenta un rischio per la propria salute. Vista l’importanza del fenomeno, anche la legislazione ha iniziato ad affrontare tali problematiche, sia in Europa che in Italia. Il Centro per il disadattamento lavorativo dell’AOUP rappresenta per la regione Toscana un punto di osservazione privilegiato delle patologie da stress lavoro-correlato. Dal 2008 al 2018 sono stati esaminati 1039 casi di pazienti che richiedevano una valutazione per psicopatologia da disfunzioni dell’organizzazione del lavoro.

Con il nuovo progetto, attraverso l’utilizzo di specifici scenari virtuali sviluppati Laboratorio PERCRO dell’Istituto TeCIP (Tecnologie della Comunicazione, dell’Informazione e della Percezione) della Scuola Superiore Sant'Anna, è possibile potenziare le tecniche cognitivo-comportamentali rendendole più sicure e meno costose rispetto all’esposizione in vivo: ciò permetterà al paziente di interagire con la situazione portatrice di stress in un ambiente sicuro e al terapeuta di condividere l’esperienza, monitorandone lo svolgimento, graduandone l’intensità e in ultimo elaborando un modello valido e adattativo di comportamento per il paziente. La creazione di scenari virtuali ad hoc e la valutazione in tempo reale di parametri psicofisiologici stress-sensibili (come ad esempio la frequenza cardiaca, la pressione, la variabilità dell’elettrocardiogramma) consentirà di misurare per ogni singolo caso i livelli di stress reattivo a diverse situazioni lavorative ricavando informazioni sull’idoneità allo svolgimento di precise mansioni e strategie per il reinserimento lavorativo di quei lavoratori con patologie psichiatriche da stress lavoro-correlato.