Giustizia predittiva
La Giustizia predittiva (Predictive Justice, PJ) è un progetto ambizioso di lungo periodo, fondato su un approccio e una filosofia innovativi. Il punto di partenza è l’idea che solo la combinazione di competenze e strumenti diversi, integrati in pipeline coerenti, possa condurre a risultati realmente efficaci. Per questo motivo, il lavoro è organizzato in modo modulare, attraverso progetti tra loro connessi ma scientificamente e operativamente autonomi, ciascuno sviluppato da team interdisciplinari.
PJ persegue obiettivi molteplici e trasversali: dal tentativo di “trasferire” conoscenze, tecniche e soluzioni tra discipline diverse (ad esempio dalle scienze omiche al legal data mining), all’integrazione di protocolli e software per automatizzare la pseudonimizzazione dei testi, fino alla creazione di strumenti innovativi per l’interrogazione dei materiali giuridici attraverso la loro annotazione automatica. Il progetto mira inoltre allo sviluppo di strumenti predittivi basati su Data Science e intelligenza artificiale, nonché alla possibilità di fornire spiegazioni comprensibili sul funzionamento degli strumenti utilizzati, adattandoli alle esigenze e alle capacità degli utenti finali.
Tutti questi obiettivi sono perseguiti in piena coerenza con i quadri normativi ed etici di riferimento, nella convinzione che gli aspetti regolatori ed etici costituiscano elementi centrali della ricerca e vadano oltre il semplice rispetto formale delle norme.
Le attività di PJ si collocano all’intersezione tra LiberLab (Giovanni Comandé, Denise Amram) ed EMbeDS (Daniele Licari, Francesca Chiaromonte).
LE PRINCIPALI SFIDE DELLA GIUSTIZIA PREDITTIVA
Creare un’infrastruttura solida, conforme ai principi etici e giuridici, per la raccolta e l’archiviazione delle decisioni giurisprudenziali mediante strumenti innovativi.
Semplificare l’accesso agli archivi giudiziari, automatizzare le attività di ricerca giurisprudenziale e contribuire così alla riduzione dei costi del sistema della giustizia.
Armonizzare e anonimizzare i flussi di dati per facilitarne il riutilizzo e la condivisione.
Accrescere la comprensione dei processi giuridici e della valutazione delle controversie attraverso l’individuazione di possibili linee guida interpretative.
Creare una rete di avvocati, magistrati, medici, data scientist, scienziati sociali e altri esperti, al fine di rafforzare il coinvolgimento delle istituzioni e degli stakeholder nella comprensione del funzionamento del sistema giudiziario e della società.
Fornire spiegazioni chiare delle motivazioni alla base delle decisioni per i diversi soggetti interessati.
Offrire supporto nella definizione di scale valutative in alcuni ambiti del contenzioso civile.
Individuare e chiarire i confini tra coerenza interpretativa e imprevedibilità della giustizia.