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Agricoltura sostenibile in Malawi: il contributo del Centro di Ricerca in Scienze delle Piante per un migliore adattamento ai cambiamenti climatici grazie al progetto Smart-Climate

Data pubblicazione: 05.12.2023
Matteo Dell’Acqua, docente di Genetica Agraria e Coordinatore del Centro di Ricerca in Scienza delle Piante con agricoltori della regione di Nkhotakota coinvolti nel progetto Smart Climate
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Il Malawi subisce alcuni degli impatti peggiori del cambiamento climatico, nonostante sia uno dei paesi che meno vi ha contribuito. Gli eventi climatici estremi di questi ultimi anni mettono a dura prova il sistema agricolo locale. Nel 2023, il ciclone Freddy ha portato piogge torrenziali che hanno provocato inondazioni e smottamenti in 14 dei 28 dei suoi distretti distruggendo oltre 120.000 ettari di terreni agricoli.
In questo contesto si inserisce la collaborazione tra Scuola Superiore Sant’Anna e il Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli (CISP) con l’obiettivo di contribuire a migliorare la resilienza delle comunità agricole nelle regioni centrali e settentrionali del Malawi.

Nell’ambito del progetto “Smart-Climate”, che ha avuto un finanziamento dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) di oltre 2 milioni e mezzo di euro, coordinato dal CISP e svolto con Save the Children, CBM Italia Onlus e TriMweb, la Scuola Sant’Anna si occuperà di rafforzare l’autosufficienza alimentare attraverso strategie, pratiche agricole e comportamenti resilienti ai cambiamenti climatici nel Distretto di Nkhotakota, (Regione centrale del Malawi).
Il team di ricerca del Centro di Ricerca in Scienze delle Piante supporterà la valorizzazione di tipi di riso locali con caratteristiche di adattamento, contribuendo alla sicurezza alimentare degli agricoltori nella regione.

Matteo Dell’Acqua, responsabile scientifico del Progetto per la Scuola Sant’Anna, e Coordinatore del Centro di Ricerca di Scienze delle Piante, dice: “Per rispondere alle sfide del cambiamento climatico in Africa è necessario trovare una sintesi tra conoscenze diverse e tra diverse istituzioni, dalle università, ai centri di ricerca, alle organizzazioni non governative. La nostra ricerca utilizza approcci transdisciplinari che spaziano dal sequenziamento del DNA, all’agronomia, alle scienze sociali”. Aggiunge: “Partendo da una selezione delle varietà di riso locali, svolgeremo una ricerca partecipativa su base comunitaria. Combineremo la conoscenza tradizionale degli agricoltori con dati genomici e climatici relativi al riso e alla zona di coltivazione locale, così da incentivare la capacità di autoproduzione delle migliori varietà individuate”.

Il Malawi è un paese densamente popolato e senza sbocco sul mare nel sud-est dell’Africa che ospita 19 milioni di persone, di cui la gran parte vive in comunità rurali. L’agricoltura impiega l’80% della popolazione, e molte delle famiglie locali fanno affidamento sull’agricoltura di sussistenza coltivando il cibo necessario a soddisfare i propri bisogni. Nel contesto della crisi climatica, diventa sempre più difficile assicurare un raccolto sufficiente a garantire un’adeguata nutrizione. Lo sviluppo partecipativo di nuove tecnologie di adattamento, tra cui varietà di riso più resilienti e resistenti, può contribuire alla sicurezza alimentare di numerosissime persone.


Copertina: Matteo Dell’Acqua, docente di Genetica Agraria e Coordinatore del Centro di Ricerca in Scienza delle Piante con agricoltori della regione di Nkhotakota coinvolti nel progetto Smart Climate

Nella gallery da sinistra: (1) Discussione con agricoltori coinvolti nella sperimentazione di pratiche agricole innovative, (2) Prove di campo di varietà di riso con potenziale di adattamento alle condizioni agrometeorologiche locali (3) Foto di gruppo in uno dei tre villaggi che sono stati coinvolti in discussioni partecipative relative all'utilizzo di riso, (4) I campi arati in attesa dell'arrivo della stagione delle piogge