AL VIA LE LEZIONI ON LINE DI REHABTECH, IL MASTER SULLE TECNOLOGIE RIABILITATIVE CHE FORMA PROFESSIONISTI IN GRADO DI GESTIRE IL PROCESSO DI INNOVAZIONE IN MEDICINA

Sono partite le lezioni on line del Master di I e II livello RehabTech: TECNOLOGIE PER L’INNOVAZIONE IN MEDICINA RIABILITATIVA E PER L'ASSISTENZA - Dall’innovazione tecnologica, alla traslazione clinica, alla ricerca e al management sanitario. Il corso, patrocinato dal Gruppo Nazionale di Bioingegneria e sponsorizzato da Univerlecco, è promosso dal Politecnico di Milano, in collaborazione con l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant'Anna, la Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus, l’Ospedale Valduce - Centro di riabilitazione Villa Beretta e l’IRCCS Eugenio Medea - Associazione La Nostra Famiglia.
I direttori del corso, prof.ssa Alessandra Pedrocchi (Politecnico di Milano), prof.ssa Maria Chiara Carrozza (Scuola Superiore Sant'Anna e Fondazione e Don Carlo Gnocchi e dott. Franco Molteni (Ospedale Valduce - Centro di riabilitazione Villa Beretta) vedono che l’obiettivo fissato in fase di progettazione del corso è ora vicino e reale. Il master porterà alla creazione di una community multidisciplinare di professionisti in grado di conoscere e gestire il processo di innovazione tecnologia in ambito riabilitativo e di massimizzarne le ricadute nel contesto clinico applicativo, a beneficio dei pazienti. Sono 64 gli iscritti, un numero importante che dimostra, da un lato, l’interesse per i contenuti proposti e, dall’altro, la necessità da parte degli attori operanti nel vasto settore della riabilitazione di una figura altamente qualificata, competente e preparata su tematiche trasversali.

“Per centrare l’obiettivo di questo ambizioso progetto formativo avevamo bisogno di poter lavorare con professionalità diverse e complementari” - afferma la prof.ssa Alessandra Pedrocchi del Politecnico di Milano - “Quando abbiamo avuto chiaro il quadro degli iscritti ci siamo resi conto che avremmo avuto la possibilità di farlo. La nostra classe virtuale, infatti, si compone di professionisti della riabilitazione, medici, psicologi, ingegneri, infermieri, consulenti e health care manager e umanisti. Questo è un aspetto chiave di “RehabTech” che offrirà contenuti formativi verticali sviluppando una didattica specifica sulle tecnologie per la riabilitazione, l’assistenza domiciliare e l’empowerment di persone con disabilità. Ad oggi non esiste una formazione comune per i diversi attori che lavorano nell’ambito della riabilitazione. Ingegneri, medici, fisioterapistisi, psicologi si sono sempre trovati a dover imparare a lavorare insieme sul campo. Il Master abbatte finalmente questo limite, riunisce queste professionalità e offre loro una formazione verticale e trasversale su tematiche relative all’innovazione tecnologica, alla traslazione clinica, alla ricerca e al management sanitario. L’inserimento di questa figura professionale nei vari contesti lavorativi - continua la prof.ssa Pedrocchi - permetterà concretamente di accelerare l’impatto che le tecnologie possono avere sui pazienti, sulle famiglie e sugli operatori clinici. Insieme ai partner, che ringrazio, abbiamo lavorato molto per l’inquadramento scientifico del percorso, la definizione dei contenuti e degli obiettivi e, oggi, siamo entusiasti di quanto fatto e di come sono iniziate le attività. Esprimo, a nome dei direttori del Master, un ringraziamento particolare e sentito a Univerlecco e al suo Presidente Vico Valassi. Grazie alla sua passione e impegno profuso il Sistema Lecco ha potuto negli anni creare e sviluppare importanti progettualità nell’ambito della riabilitazione e il contributo di Univerlecco è stato fondamentale per la realizzazione di questo Master”.

La prof.ssa Maria Chiara Carrozza, docente della Scuola Superiore Sant'Anna e direttrice scientifica della Fondazione Don Gnocchi sottolinea: “Il master si pone l’obiettivo di formare una nuova figura professionale che, pur provenendo da differenti percorsi di studio, sia capace di gestire l’innovazione tecnologica in riabilitazione. Il tutto nell’ambito del quadro che il ministero della Salute ha delineato con il “Programma nazionale della ricerca sanitaria 2017-2019”, dove l’obiettivo finale della ricerca è quello di migliorare in modo significativo assistenza, cure e servizi a vantaggio della salute e della qualità di vita delle persone. Vogliamo cogliere appieno questa sfida della ricerca traslazionale e il suo significato in riabilitazione. Il nostro obiettivo è portare l’innovazione tecnologica a casa del paziente, al suo letto o nelle palestre di riabilitazione, per garantire efficienza e qualità di ogni intervento terapeutico”.

“Il master RehabTech offre un salto di qualità in una duplice direzione. - ribadisce il dott. Franco Molteni, Direttore del dipartimento di Riabilitazione Ospedale Valduce Villa Beretta - Da un lato amplifica la capacità del team riabilitativo di rispondere anche con la tecnologia alle complesse esigenze di recupero cognitivo, motorio, comportamentale che quotidianamente ci pongono i pazienti e le loro famiglie e, dall’altro, permette di sviluppare nuovi filoni di ricerca traslazionale e di innovazione manageriale: l’incremento di conoscenza interdisciplinare è un bisogno ineludbile”.

“Univerlecco, supportando attivamente gli scambi e la contaminazione fra Imprese ed Enti di Ricerca, l'alta Formazione e le progettualità a favore dell'innovazione - dichiara l’ing. Vico Valassi, Presidente Associazione Univerlecco e Presidente Fondazione Cluster regionale lombardo Tecnologie per gli Ambienti di Vita - ha ritenuto che il Master universitario RehabTech fosse emblematico dell'approccio del Sistema Lecco, da cui il supportarlo fin da subito nella promozione e nella erogazione di Borse di Studio. In Particolare, il Sistema Lecco della Riabilitazione, che negli anni è cresciuto con la regia di Univerlecco e le eccellenze di territorio, grazie anche al supporto di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo, trova nel Master un nuovo ed importante tassello di crescita e di investimento sul capitale umano, che resta sempre l'asset più importante e strategico. Auguro a tutti i partecipanti e a tutti i docenti un buon lavoro e l’auspicio di creare nuove menti aperte per una ricerca sempre più collaborativa e sfidante.”