COLLABORAZIONI INTERNAZIONALI: A TOKIO LA FIRMA DEL NUOVO ACCORDO TRA ISTITUTO DI BIOROBOTICA E WASEDA UNIVERSITY PER PROGETTI CONGIUNTI

Una sinergia che va avanti da anni e che punta a creare nuove opportunità sul fronte della ricerca e su quello della formazione all’estero dei propri dottorandi. Paolo Dario e Atsuo Takanishi hanno rinnovato la collaborazione ormai decennale tra l’Istituto di BioRobotica e la Waseda University di Tokyo, aprendo un nuovo capitolo nel rapporto tra i due enti di formazione e di ricerca.

L’accordo, sancito a Tokyo alla presenza di Domenico Giorgi, ambasciatore d’Italia in Giappone, punta soprattutto a rafforzare i collegamenti tra gli allievi, i docenti e i ricercatori delle due istituzioni. Della delegazione italiana che ha raggiunto Tokio, per tenere anche seminari e lezioni, fa parte Cecilia Laschi, considerata una delle scienziate che più hanno contribuito allo sviluppo della robotica “soffice”. Uno degli obiettivi che l’Istituto di BioRobotica della Scuola superiore Sant’Anna vuole raggiungere con questa collaborazione riguarda i suoi allievi dottorandi, ai quali intende offrire la possibilità di completare il percorso di formazione alla Waseda University, una delle università più prestigiose in Giappone, per qualità della ricerca. Altro importante aspetto è rappresentato dalla partnership in attività di ricerca sul tema della robotica umanoide.

“La collaborazione con la prestigiosa Waseda University, in particolare con ‘The Humanoid Robotics Institute and the Comprehensive Research’ – commenta Paolo Dario - rappresenta una concreta possibilità per l’Italia per la Scuola Superiore Sant’Anna e, in particolare, per i nostri allievi dottorandi che potranno effettuare un periodo all’estero in questo ambiente innovativo e stimolante. Negli ultimi anni sono stati più numerosi i perfezionandi e i ricercatori della Waseda University a raggiungerci in Italia, piuttosto che il contrario: adesso vogliamo incentivare gli scambi. I colleghi della Waseda sono ansiosi di consolidare il fruttuoso scambio che aveva caratterizzato le nostre attività. Considerando l'eccellente qualità scientifica e tecnologica dei ricercatori della Waseda University, oltre che la loro grande ospitalità, mi auguro che nel prossimo futuro la presenza italiana alla Waseda torni a essere numerosa”. 

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