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IEEE Robotics and Automation Award 2024 a Paolo Dario, professore emerito della Scuola Superiore Sant’Anna. Il prestigioso riconoscimento ‘per aver fatto progredire la bionica e la biorobotica come aree di ricerca chiave a livello mondiale'

Data pubblicazione: 04.07.2023
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‘Per aver fatto progredire la bionica e la biorobotica come aree di ricerca chiave a livello mondiale, integrando robotica e medicina’. Con questa motivazione, l’IEEE (Institute of Electrical and Electronics Engineers) ha conferito a Paolo Dario, professore emerito della Scuola Superiore Sant’Anna, uno dei riconoscimenti dell’IEEE Technical Field Award 2024. Nello specifico Paolo Dario è stato premiato nella categoria ‘IEEE Robotics and Automation Award’ per le sue ricerche nei campi della bionica e della biorobotica.

“Sono naturalmente orgoglioso, ma anche un po' imbarazzato per avere ricevuto questo premio – commenta Paolo Dario - Penso che questo premio vada soprattutto al sistema (le scuole che ho frequentato e gli appassionati insegnanti che mi hanno educato e ispirato, la mia famiglia, l'Università di Pisa e la Scuola Superiore Sant'Anna nelle quali mi sono formato e ho operato, le straordinarie relazioni con tanti colleghi, studenti e allievi: il mio Paese in generale) che mi ha messo nelle condizioni di svolgere il lavoro che la comunità internazionale della robotica ha ritenuto di voler premiare”.


Il pioniere della biorobotica in Italia e in Europa

Laureato in Ingegneria Meccanica presso l'Università di Pisa, Paolo Dario è stato direttore dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna dal 2011 al 2017. I principali interessi di ricerca di Paolo Dario sono nel campo della biorobotica, e della robotica per chirurgia, per microendoscopia e per riabilitazione. Su questi temi ha pubblicato oltre 180 articoli su riviste internazionali (ISI), e oltre 300 fra capitoli di libri internazionali e articoli in atti di Congressi internazionali, ricevendo premi scientifici per alcuni di essi. È titolare di circa 50 brevetti internazionali.

“Sono stato sempre immerso in una realtà internazionale – continua Dario - ma sono voluto rimanere in Italia, anche per accettare una sfida che molti dicevano essere impossibile: cioè che l'Italia potesse essere anche un luogo dove concepire, progettare, realizzare ricerche di valore internazionale capaci di produrre risultati scientifici e tecnologici utili e di elevato impatto sociale, attraendo, formando, ispirando, valorizzando e facendo rimanere nel nostro Paese tantissimi giovani di talento e appassionati. Mi piacerebbe quindi che questo premio non fosse solo motivo di soddisfazione personale, ma che servisse soprattutto da esempio per tanti giovani che invece pensano (e a volte sono indotti a pensare) che il nostro Paese non sia in grado di assicurare loro la possibilità di realizzare grandi imprese scientifiche, e di ricavarne soddisfazioni personali”.