INNOVATIVA PROTESI DI DITO IN GRADO DI MUOVERSI E RESTITUIRE LA SENSIBILITÀ: RISULTATI DELLA COLLABORAZIONE CON IL CENTRO PROTESI INAIL

Arrivano i primi risultati della partnership tra il Centro Protesi INAIL di Budrio (Bologna) e l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa per realizzare protesi di dito controllate e percepite in maniera naturale.

Realizzare e testare nuove protesi per amputazioni parziali della mano, motorizzate e integrate con sensori tattili in grado di restituire la sensibilità perduta. È la sfida del progetto, di durata triennale e ribattezzato PPR3, avviato da INAIL e Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, del quale si è discusso nel seminario intitolato “Sviluppo di un sistema protesico nelle amputazioni digitali della mano”, organizzato presso il Parlamentino INAIL a Roma, dove sono stati presentati i primi risultati raggiunti.

A sottolineare l’importanza dell’evento, i lavori sono stati aperti dal presidente dell‘INAIIL, Massimo De Felice e dal Direttore Generale, Giuseppe Lucibello, prima della lectio magistralis di Maria Chiara Carrozza, docente all’Istituto di Biorobotica della Scuola Sant’Anna, dal titolo “Robotica indossabile e innovazione sociale: prospettive della ricerca e sfide industriali”.

ll progetto PPR3 ha come obiettivo lo studio di nuove soluzioni di protesi falangee motorizzate, sensorizzate, e controllate da interfacce non invasive, ovvero indossabili, in grado sia di decodificare le intenzioni motorie da segnali registrati sul paziente, sia di stimolare il moncone dell’amputato restituendo un esperienza tattile utile per il controllo della protesi. I ricercatori hanno ottenuto evidenze sperimentali e cliniche su come un feedback tempo discreto non-invasivo al tocco e al rilascio sia sufficiente per essere integrato nel controllo sensomotorio, per migliorare il controllo di una protesi di mano. Queste tecniche, che in PPR3 sono in fase di studio anche per protesi parziali, sono di particolare interesse clinico poiché, non richiedendo ulteriori operazioni chirurgiche, possono risultare di immediata implementazione. Questo e altre tematiche sono affrontate con il progetto PPR3 che si configura come “trasversale” e che affronta - per la prima volta e in maniera capillare - le diverse sfide legate allo sviluppo di protesi digitali.

Dopo due anni di attività, l’evento scientifico al Parlamentino INAIL di Roma ha illustrato i contenuti e lo stato di avanzamento, dando voce al team di ricercatori che vi sta lavorando.

Christian Cipriani e Marco Controzzi sono intervenuti come responsabili di progetto per la Scuola Superiore Sant’Anna, mentre Rinaldo Sacchetti, Simona Castellano, Angelo Davalli e Pericle Randi per il Centro Protesi INAIL di Vigorso di Budrio (BO).

A confermare l’importanza del tema trattato sono anche i dati ufficiali forniti dal Ministero della Salute, secondo cui ogni anno in Italia sono oltre 3mila i casi di malformazioni congenite o amputazioni degli arti superiori. Più dell’80 per cento di questi casi riguardano la mano e le dita ed avvengono in ambito lavorativo. La mano rappresenta in particolare, è sede della maggior parte delle capacità sensoriali dell’uomo, oltre a permettere la presa e la manipolazione degli oggetti.

“Grazie anche a questa collaborazione con l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna – sottolinea il Presidente INAIL, Massimo De Felice – l’Istituto rafforza ulteriormente il suo impegno sul fronte della ricerca di soluzioni tecnologicamente avanzate di cui possano beneficiare i suoi assistiti. L’eccellenza della Scuola Superiore Sant’Anna nell’ambito dell’innovazione scientifica è destinata a integrarsi efficacemente con l’esperienza applicativa maturata dal nostro Centro Protesi sul fronte della protesica e della riabilitazione”.

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