Osservatorio di Unioncamere Toscana-Scuola Superiore Sant’Anna: piccole aziende high-tech dei servizi in crescita, le grandi puntano sull’export

Il quadro che emerge dall'Osservatorio di Unioncamere Toscana - Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna parla chiaro: sono ancora le produzioni a carattere innovativo e le politiche di marketing mirate alla diversificazione dei mercati di sbocco che stanno permettendo alle imprese ad alta tecnologia della Toscana di continuare a crescere (nel 2013 fatturato +0,7%, occupazione +1,4%).

Un buon andamento del fatturato caratterizza le imprese operanti in filiere a prevalenza di servizi (+2,6%), mentre il dato rimane negativo nel settore manifatturiero (-0,6%), su cui pesano gli andamenti della meccanica. In crescita l’occupazione complessiva, ancora una volta trainata dai servizi ad alta tecnologia (+2,6%, +1,0% il manifatturiero high-tech).

Le previsioni per il 2014 si mostrano migliori, per tutti i settori e le tipologie di impresa, rispetto al dato segnalato nel consuntivo del 2013. Buone aspettative di crescita del fatturato per il 2014 si osservano nelle filiere Life Sciences (+4,9%), ICT (+4,1%) e meccanica avanzata (+1,9%), un miglioramento decisivo si prevede per elettronica (+3,0%), servizi per l’innovazione (+2,6%), energia e ambiente (+1,1%). Tali aspettative, legate all’andamento della domanda internazionale, riguardano soprattutto medie e grandi imprese (+3,2%), ed in parte anche le piccole (+2,5%) e micro-dimensioni (+0,4%).

L’aumento generalizzato della fiducia nelle prospettive di mercato ha inoltre determinato, già nel 2013, una intensificazione degli investimenti in Ricerca e Sviluppo (+2,2% l’andamento della spesa, positivo per tutti i settori e le tipologie di impresa): mediamente ogni impresa investe in R&S il 22% del proprio fatturato ed impiega il 39% del personale complessivo. In crescita a ritmi superiori rispetto a quelli dell’occupazione complessiva anche le assunzioni di addetti high-skilled (+2,1%); nel 2013 il 47% degli addetti delle imprese high-tech sono ingegneri.

L'Osservatorio in cinque anni ha censito 1.560 localizzazioni high-tech sul territorio regionale; un universo in decisa crescita (+6,3%) rispetto a quello risultante dalla precedente rilevazione (inizio 2013), grazie ad un saldo positivo tra uscite (-64 unità) e nuovi ingressi nella popolazione di riferimento (+157).

Oltre un terzo delle unità locali è concentrato nel territorio di Firenze (34,4%), seguita da Pisa (18,0%) e Siena (7,8%). Lucca ed Arezzo pesano per oltre il 7% sul totale regionale, in ragione di una discreta evoluzione nella numerosità dell’imprenditoria high-tech a livello locale.

Da sottolineare come la presenza di università e centri di ricerca pubblica abbia reso alcuni territori fortemente specializzati nelle filiere scientifiche e tecnologiche correlate (Pisa nell’ICT; Siena nel Life Sciences), mentre nei territori in cui il fenomeno è di più recente sviluppo (spesso grazie alla presenza di grandi imprese) si ha una maggiore varietà settoriale (ad esempio, ICT, meccanica ed elettronica ad Arezzo/Lucca).

Sotto il profilo occupazionale l’alta tecnologia conta ormai oltre 45.000 addetti sul territorio regionale, con un ruolo determinante rivestito dalle medie imprese high-tech, diffuse sia in ambito manifatturiero (elettronica industriale) che dei servizi (ICT), e particolarmente presenti nei territori di Firenze, Lucca, Pisa e Arezzo.

Il fatturato complessivo del 2013, stimato dall’Osservatorio, si aggira sui 17 miliardi di Euro (fatturato prodotto dalle imprese con sede legale ed operativa in Toscana). Per oltre due terzi è realizzato da grandi realtà manifatturiere (meccanica, life sciences, elettronica e chimica), ma il contributo della media dimensione si fa sempre più rilevante (22,7% del fatturato complessivo), grazie alla non trascurabile presenza di medie realtà dell’ICT.

Il miglioramento generalizzato del clima di fiducia appare evidente in riferimento anche alle previsioni di investimento per il periodo 2014-2016, dal momento che oltre il 70% delle imprese dichiara di aver programmato investimenti per il prossimo triennio mentre, rispetto a quanto osservato nelle indagini precedenti, la quota di imprese che non prevedono investimenti è in sensibile riduzione, con una tendenza a riportarsi sui livelli del 2011.

In questo ambito sono alcune filiere ad elevata intensità di scala, tra cui elettronica e Life Sciences (in particolare, farmaceutica), quelle in cui la propensione ad investire appare più pronunciata (oltre 3 imprese su 4 prevede investimenti per il periodo 2014-2016).

Beni materiali (27% delle imprese con investimenti) e beni immateriali (21%, in prevalenza diritti di proprietà intellettuale) assumono una uguale rilevanza in termini di tipologia di investimenti in programma: nel prossimo triennio, oltre il 50% delle imprese high-tech investirà in Ricerca di base, e ben il 20% lo farà in collaborazione con partner esterni.