PHD HONORIS CAUSA IN TRANSLATIONAL MEDICINE AL PREMIO NOBEL JOHN B. GURDON: “LA CLONAZIONE UMANA? TECNICAMENTE POSSIBILE, MA DEL TUTTO INUTILE”. IL BENVENUTO ALLA SCUOLA SANT'ANNA DELLA RETTRICE SABINA NUTI

“La clonazione umana è tecnicamente possibile ma del tutto inutile”: a sostenerlo è il premio Nobel Sir John B. Gurdon, docente britannico insignito del riconoscimento nel 2012, per avere scoperto che le cellule adulte e specializzate possono essere riprogrammate per diventare immature e pluripotenti, capaci cioè di trasformarsi per sviluppare qualunque tessuto del corpo umano.

“Riprodurre un individuo non serve, anche perché il clone non sarebbe comunque uguale all'originale - ha proseguito Sir John B. Gurdon – e le nostre conoscenze non ci permettono di governare le anomalie che potrebbero generarsi. Non è una questione di etica ma di praticità. È utile invece poter far tornare una cellula adulta allo stato embrionale ricreando così una cellula staminale capace di reindirizzarsi e di trasformarsi per sviluppare qualunque tessuto del corpo umano. L'utilizzo di tali cellule ‘riprogrammate’ può rivoluzionare l'approccio ad alcune malattie croniche soprattutto se alla base della malattia vi è l'alterazione di un singolo gene.”

Sir John B. Gurdon è stato ospite della Scuola Superiore Sant'Anna che lunedì 13 maggio gli ha conferito il PhD honoris causa in Translational Medicine. “Il mio mandato inizia con una cerimonia prestigiosa – ha commentato la Rettrice della Scuola Superiore Sant'Anna, Sabina Nuti ricevendo il professor John B. Gurdon – perché conferire il PhD honoris causa al Nobel Gurdon è un onore per la nostra istituzione, sia per l'esempio di vita che fornisce ai giovani studenti, ai ricercatori ed ai professori sia per l'impatto delle sue ricerche e dei suoi studi in medicina”.

Sir John B. Gurdon ha trascorso la giornata di lunedì 13 maggio con gli allievi della Scuola Superiore Sant'Anna. Il PhD honoris causa è stato conferito al Premio Nobel Gurdon nell’ultimo seminario del ciclo “Orizzonti in Medicina e Biologia”, con il coordinamento scientifico di Vincenzo Lionetti, docente di Anestesiologia all’Istituto di Scienze della Vita.