ROBOTICA RIABILITATIVA: RISE, LA SEDIA A ROTELLE ROBOTICA CHE CAMBIA FORMA E PERMETTE AI DISABILI DI ALZARSI IN PIEDI. PRESENTATI A ROMA I RISULTATI DEL PROGETTO DELL’ISTITUTO DI BIOROBOTICA DELLA SCUOLA SANT’ANNA

Rise in inglese significa mettersi in piedi, rialzarsi. Significa quindi un’azione motoria quotidiana, banale per la maggioranza delle persone; ma anche, in senso metaforico, un riscatto, una nuova speranza. È proprio questo il senso profondo del progetto nato dalla collaborazione tra l’Istituto di BioRobotica della Scuola Sant’Anna e il Centro di riabilitazione motoria Inail di Volterra e che permette a persone con deficit motorio di alzarsi in piedi e tornare in posizione eretta grazie a una sedia a rotelle robotica di ultima generazione (chiamata Rise, appunto), che si comanda a distanza con una app e si ricarica come un cellulare.
Rise è l'acronimo di Robotic Innovation for Standing and Enabling ed è la nuova frontiera della ricerca nel campo della robotica riabilitativa. Grazie a tre interfacce meccaniche, femorale, addominale e tibiale, Rise si adatta alle caratteristiche fisiche di chi la utilizza: ha una base mobile formata da sei ruote e due meccanismi laterali che permettono di sollevarsi in posizione eretta senza rischi di cadute. La sedia a rotelle robotica si ricarica come un cellulare, con batterie che hanno un’autonomia di 4-6 ore.

"È un modello di biorobotica sociale, applicata alla riabilitazione di persone che hanno subìto un grave infortunio - ha dichiarato Maria Chiara Carrozza  - è un esempio di come la tecnologia possa ridurre alcune disabilità, migliorando la qualità della vita delle persone”.

Rise è soprattutto la dimostrazione dell’impatto sociale della robotica. Le persone infatti, oltre a rimettersi in piedi, potranno muoversi in autonomia, favorendo il loro reinserimento in ambito sociale e lavorativo. 

"Con Rise siamo impegnati nella ricerca utile, che porta risultati nella vita quotidiana - spiega Massimo De Felice, presidente di INAIL - L'impegno ulteriore è accorciare il trasferimento tecnologico e la possibilità di organizzare delle start-up di utilità sociale".

Il progetto è da poco entrato nella fase di sperimentazione clinica, che coinvolge una decina di persone e la cui conclusione è prevista nel giugno 2018. 

"Il progetto nasce dal lavoro congiunto di medici, ingegneri e fisiatri per un utilizzo sia domestico che lavorativo - ha spiegato Stefano Mazzoleni, responsabile scientifico e tecnico del progetto - Rispetto alle attuali carrozzine, infatti, Rise garantisce alle persone con gravi problemi motori un approccio frontale, anziché laterale, alle superfici. In questo modo rende loro più facile accostarsi a una scrivania o a un pc per lavorare".