L’occhio della tecnologia sulla giustizia di Genova: un’intelligenza artificiale potrà prevedere la sentenza? Presentata la Convenzione tra Scuola Sant’Anna e Tribunale di Genova

Tribunale di Genova e Scuola Superiore Sant’Anna hanno firmato una convenzione che metterà a disposizione dell’ufficio giudiziario i risultati di un’indagine tecnologica progressiva, con alcuni obiettivi minimali e finalità future più ambiziose.

Esaminando la massa delle decisioni dei giudici genovesi, la Scuola Superiore Sant’Anna eseguirà una prima analisi delle tendenze in un periodo dato per estrarre gli orientamenti giurisprudenziali che emergono nelle materie indagate. Si avvarrà a tale scopo della metodologia applicata alle ricerche già condotte su materiale giurisprudenziale nell’Osservatorio sul danno alla persona, istituito presso il laboratorio LIDER-Lab dell'Istituto Dirpolis (Diritto, Politica, Sviluppo) della Scuola Superiore Sant'Anna. 

Si potranno così stabilire, al termine della ricognizione e della rielaborazione dei dati, quali siano le soluzioni prevalenti e quali quelle minoritarie, in presenza di presupposti di fatto comuni e determinati. Questo risultato iniziale dell’indagine sarà d’interesse soprattutto per i giudici, che avranno così a disposizione dati sintetici ed analitici per valutare la correttezza delle proprie decisioni, l’esistenza o meno di orientamenti dominanti e di pronunce dissonanti, anche per comprendere la ragione e l’eventuale incoerenza di queste ultime.

Più le decisioni dei giudici sono coerenti tra loro – col margine di opinabilità insito nelle questioni che implicano l’interpretazione d’una norma – più risultano prevedibili gli esiti delle cause intraprese dai cittadini. Scontate diventano così le ricadute in termini di riduzione del contenzioso e possibilità di soluzioni concordate tra le parti in causa.

È importante considerare che – diversamente dalla tradizionale raccolta delle sentenze e dall’estrazione di massime – il lavoro avviato grazie alla convenzione va oltre la ricerca del principio giuridico coltro nella motivazione della sentenza, poiché ad essere valorizzate saranno le variabili numeriche o economiche contenute nella decisione.

Si partirà non a caso da tre casi di studio: le sentenze in materia di separazione e divorzio; quelle che quantificano i risarcimenti dei danni non patrimoniali; tra queste, nello specifico, quelle di risarcimento del danno da stress e da mobbing lavorativo.

Il passaggio ulteriore sembra, inevitabilmente, quello di arrivare a potere prevedere come il giudice deciderà in presenza di situazioni identiche o analoghe a quelle analizzate. Qui l’interesse per l’utente della giustizia diventa evidente: non solo per il comune cittadino, ma anche per l’azienda, che voglia ad esempio regolarsi per futuri accordi conciliativi relativi ad una massa di lavoratori danneggiati o mettere a bilancio poste in previsione di esporsi economici determinati dai contenziosi in essere. Le linee di sviluppo del lavoro sono molteplici e tuttora inesplorate. La figura del giudice non potrà mai essere sostituita da un algoritmo. Ma la tecnologia potrà aiutare i cittadini a litigare meno e ad accettare con più consapevolezza le decisioni dei tribunali.

Le dichiarazioni dei protagonisti, al termine della conferenza stampa a Genova.

Enrico Ravera, presidente del Tribunale di Genova: “Questo progetto è innovativo, in quanto non mira ad estrarre statistiche dall'analisi casistica, ma ad utilizzare tecniche di intelligenza artificiale alla giurisprudenza”.

Domenico Pellegrini, presidente sezione civile del Tribunale di Genova: “L'obiettivo della standardizzazione non inficia sul singolo giudice, si tratta di un progetto che attribuisce materiali di studio per i magistrati a servizio del sistema giustizia che potrebbe portare a deflazione il contenzioso”.

Giovanni Comandè, docente di diritto privato comparato, LIDER Lab, Istituto Dirpolis (Diritto, Politica Sviluppo) della Scuola Sant'Anna di Pisa: “Parliamo di un programma estremamente ambizioso che nasce 46 anni fa, quando colleghi pisani e genovesi si ‘sporcavano le mani’ con la giurisprudenza sul danno alla persona e che oggi ci porta a utilizzare la conoscenza di dominio per sviluppare algoritmi in termini di giurisprudenza predittiva”.

Denise Amram, coordinatrice dell'Osservatorio sul danno alla persona, LIDER Lab, Istituto Dirpolis (Diritto, Politica Sviluppo) della Scuola Sant'Anna di Pisa:  “L'analisi della giurisprudenza consente di contribuire al dibattito nazionale (e non soltanto), stimolando il legislatore attraverso un approccio interdisciplinare”.

In copertina: momento della conferenza stampa al Tribunale di Genova. Da sinistra: Denise Amram, coordinatrice dell'Osservatorio sul danno alla persona, LIDER Lab, Istituto Dirpolis (Diritto, Politica Sviluppo) della Scuola Sant'Anna di Pisa; Giovanni Comandè, docente di diritto privato comparato, LIDER Lab, Istituto Dirpolis (Diritto, Politica Sviluppo) della Scuola Sant'Anna di Pisa; Domenico Pellegrini, presidente sezione civile del Tribunale di Genova; Enrico Ravera, presidente del Tribunale di Genova.