PANCREAS ARTIFICIALE, LA COMMISSIONE EUROPEA FINANZIA UN PROGETTO PER LA CURA DEL DIABETE TIPO 1. COINVOLTO PER LA PARTE DI BIOINGEGNERIA L’ISTITUTO DI BIOROBOTICA DELLA SCUOLA SUPERIORE SANT’ANNA

Il diabete tipo 1 è una malattia cronica ancora senza possibilità di guarigione: in Italia colpisce circa 300.000 persone di cui circa 18.000 bambini, dipendenti dall’insulina: ogni anno devono effettuare 3.000 punture del dito per il controllo della glicemia e circa 1.800 iniezioni. Per contrastare il problema, la Commissione Europea ha finanziato con un investimento di quattro milioni di euro, nell’ambito del programma Future & Emerging Technologies Proactive Horizon 2020, il progetto “ForgetDiabetes”, coordinato dall’Università di Padova. Il progetto coinvolge anche l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, con il gruppo di ricerca guidato dal prof. Leonardo Ricotti. Il progetto inizia ufficialmente venerdì 9 ottobre con il kick-off meeting.

“All’interno del progetto - spiega Ricotti - l’Istituto di BioRobotica si occuperà di progettare un sistema impiantabile per il rilascio automatico dell’insulina. Questo sistema sarà in grado di fornire automaticamente l’insulina necessaria per correggere la glicemia di un soggetto diabetico istante per istante, come fa il pancreas naturale. Essendo impiantato all’interno del corpo, questo dispositivo non avrà parti visibili all’esterno e sarà autonomo: l’obiettivo è far “dimenticare” al soggetto diabetico la propria patologia”.

Il progetto è ideato da Claudio Cobelli, professore emerito di Bioingegneria dell’Università di Padova, e riunisce un consorzio multidisciplinare formato, oltre che dall’Istituto di BioRobotica, anche da WaveComm SME di Siena per gli sviluppi di bioingeneria; Lifecare, SME, Trondheim (Norvegia), per lo sviluppo di un sensore glicemico miniaturizzato; il Centre Hospitalier Universitaire de Montpellier (Francia), il Pfützner Science & Health Institute GmbH, Mannheim (Germania) e il Forschungsinstitut der Diabetes-Akademie Bad MergentheimBad (Germania) per gli sviluppi clinici e la valutazione dell’impatto psicologico. A conclusione del percorso di sviluppo tecnologico, il progetto consentirà allo staff della Diabetologia Pediatrica di Padova, diretta da Carlo Moretti, di estendere la sperimentazione anche ai bambini ed adolescenti.

"Un team interdisciplinare - dichiara Cobelli - con i migliori esperti in micro-nanomeccatronica, modellazione, ingegneria di controllo, biomateriali, endocrinologia, chirurgia e scienze comportamentali è stato 'assemblato' per sviluppare ciò che è stato considerato impossibile per decenni: un sensore per glicemia più pompa per insulina, che per le dimensioni altamente miniaturizzate potrà essere impiantato all'interno dell'addome e grazie a un sistema di gestione intelligente consentirà un controllo quotidiano completamente automatico ed 'invisibile' del diabete, consentendo al malato di liberarsi dagli oneri quotidiani per il controllo del suo diabete".

“Oltre alle componenti impiantabili – prosegue Leonardo Ricotti - l’Istituto perfezionerà una strategia di ricarica del serbatoio di insulina di tale dispositivo mediante delle pillole ingeribili intelligenti. Queste andranno deglutite periodicamente come si fa con gli antibiotici o altri farmaci standard, e permetteranno una ricarica non invasiva dell’insulina nel sistema impiantato, consentendo in linea di principio di estendere il funzionamento del dispositivo per molti anni senza la necessità di operazioni chirurgiche. In Forgetdiabetes verranno perfezionate delle tecnologie che sono già in fase di sviluppo da alcuni anni, grazie a precedenti progetti finanziati dalla Regione Toscana e dal MIUR".