Progetto "Robotica Educativa” dell'Istituto di BioRobotica: ecco i "Robot green” realizzati dagli studenti livornesi

Robot spazzini per la raccolta differenziata anche dei mozziconi di sigaretta. Robot che comandano pannelli solari mobili per intercettare la luce. Sono alcuni dei robot green, da poter utilizzare per finalità ecologiche, da 140 studenti di tre scuole superiori livornesi (“Eriques”,“Cecioni”,“Galilei”).
E’ questo l’esito molto concreto e visibile (e sicuramente utile nell’attuale e futuro corso di studi), del progetto “Robotica educativa”, gestito dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna e finalizzato alla diffusione della robotica educativa quale metodo di apprendimento. Iniziativa che ha coinvolto appunto il Liceo Scientifico “Enriques”, il Liceo Scientifico “Cecioni” e l’ Istituto Tecnico Industriale “Galilei”.

La docenza è iniziata nel mese di gennaio 2014 ed è terminata nel mese di marzo, per un totale di 50 ore presso ogni istituto scolastico su sei classi partecipanti (due per ogni Istituto).
I risultati del progetto (che è promosso dal Comune di Livorno e finanziato dalla stessa Scuola Superiore Sant’Anna insieme alla Camera di Commercio di Livorno), sono stati illustrati a Palazzo Municipale dall’assessore comunale al Lavoro e alla Semplificazione Darya Majidi insieme al direttore dell’Istituto di BioRobotica Prof. Paolo Dario. Presenti inoltre l’Ing. Giacomo Santerini, il ricercatore della Scuola Superiore Sant’Anna che ha coordinato il progetto, e una rappresentanza di studenti e insegnanti.

Ha dichiarato l’assessore Darya Majidi: “Siamo estremamente soddisfatti di questa collaborazione tra l’Amministrazione Comunale, l’Università e le scuole. Il progetto “Robotica educativa” ha portato l’innovazione come modus operandi a un bel gruppo di studenti delle scuole superiori che hanno potuto lavorare gomito a gomito con i ricercatori dell’Istituto di Robotica della Scuola Superiore Sant’Anna.”

Il Prof. Paolo Dario, rivolgendosi ai ragazzi: “Voglio dirvi che i sogni diventano progetti e poi si realizzano. Ci sono tre elementi alla base dell’innovazione: il sogno, la fiducia e la competenza. Grazie a quello che imparate diventate bravi anche a risolvere problemi del mondo in cui vivete. Per essere ricercatori bisogna essere ottimisti ed avere un sogno corredato dalla convinzione che ce la possiamo fare, oltre alla competenza. Essere innovatori a tutti i livelli, vivere il lavoro come un’occasione di crescita. E Livorno ha bisogno di innovatori perché tutti noi possiamo avere un futuro.”

L’Ing. Giacomo Santerini, si è detto entusiasta dello scambio alla pari avuto con i ragazzi (“io ho trasmesso competenze, gli studenti, oltre a dimostrare entusiasmo, dedizione, concentrazione, mi hanno trasmesso stimoli per migliorare il mio modo di lavorare”). Ed ha chiarito che durante il corso gli studenti hanno imparato il linguaggio di programmazione del robot, ed hanno programmato robot con applicazione “ecologica” sviluppando il senso logico nella risoluzione del problema. Hanno quindi capito che il difficile sta proprio nell'intervenire a correggere la programmazione o la struttura del robot nel caso si fosse dimostrata inadeguata (un approccio scientifico). Arrivando infine a realizzare dei veri e funzionanti robot green.

Photogallery: