RICONOSCIMENTI INTERNAZIONALI: A UNA RICERCATRICE DELL’ISTITUTO DI BIOROBOTICA DELLA SCUOLA SANT'ANNA IL PREMIO "LEONARDO DA VINCI", ASSEGNATO DAL ROTARY CLUB, PER LA RICERCA SULLA ROBOTICA INDOSSABILE

È Simona Crea, ricercatrice dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, la vincitrice della quarantacinquesima edizione del Premio Internazionale Leonardo Da Vinci, che coinvolge undici Rotary Club europei e che quest'anno è stato organizzato dal Rotary Club Firenze. Il riconoscimento, che intende premiare un giovane scienziato sotto i 35 anni che si è distinto per l'innovazione del suo percorso accademico e scientifico, è stato assegnato a Simona Crea per le recenti attività di ricerca nel campo della biorobotica, soprattutto per quanto concerne lo sviluppo dell’esoscheletro di mano, in grado di rendere più efficaci i percorsi riabilitativi che portano al ripristino delle funzionalità di una mano colpita da infortuni o da disturbi muscolo-scheletrici. “Sono onorata di ricevere questo riconoscimento,” commenta Simona Crea che ritira il premio sabato 8 giugno presso la Sala dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, a Firenze.

“La biorobotica sta vivendo un momento di enorme crescita a livello internazionale in moltissime applicazioni – dichiara Simona Crea - Le attività di ricerca del nostro laboratorio di robotica indossabile vanno nella direzione di studiare soluzioni robotiche per migliorare la mobilità di persone con disabilità motorie o che necessitano di supporto. Il mio auspicio, oltre che il mio sogno, è che i risultati delle nostre attività di ricerca possano nei prossimi anni trasformarsi in soluzioni tangibili che migliorino la qualità della vita di tutti noi e promuovano un welfare sempre più sostenibile”.

Simona è legata a doppio filo alla Scuola Superiore Sant’Anna e alla ricerca nel campo delle tecnologie indossabili. Dopo aver conseguito il PhD in Biorobotica, Crea ha iniziato a lavorare a stretto contatto con Nicola Vitiello nel campo della Neurorobotica e della robotica indossabile. Negli ultimi anni le sue attività di ricerca si sono concentrate sullo sviluppo e la convalida di nuovi esoscheletri di arti inferiori e superiori per i pazienti con mobilità limitata. Dal 2017 è ricercatrice presso l’Istituto di BioRobotica e attualmente coordina diversi progetti di ricerca finanziati dalla Comunità Europea.

“Per questo premio voglio ringraziare la mia istituzione, la Scuola Superiore Sant'Anna – continua Simona Crea - un'università dove i giovani ricercatori sono valorizzati e possono esprimersi al massimo in contesti internazionali di altissima qualità. Ringrazio Paolo Dario, uno dei pionieri della bioingegneria mondiale, che rappresenta per tutti noi una guida e un esempio. Inoltre ringrazio chi nel quotidiano condivide con me la passione della ricerca, Maria Chiara Carrozza, Nicola Vitiello e il team di giovani brillanti e motivati ricercatori del Wearable Robotics Lab”.