SICUREZZA SUL LAVORO E RIABILITAZIONE: 800MILA EURO ALL’ISTITUTO TECIP DELLA SCUOLA SANT’ANNA PER LO SVILUPPO DI TRE NUOVI PROGETTI FINANZIATI DA INAIL

800 mila euro da INAIL all'Istituto di Tecnologie di Comunicazione, Informazione e Percezione (TeCIP) della Scuola Superiore Sant’Anna per sviluppare tre nuovi progetti, di cui due coordinati, nei settori della sicurezza e della riabilitazione.

La strategia della rete scientifica di eccellenza promossa da INAIL nel piano delle attività di ricerca 2019/2021 prosegue con l’approvazione delle attività relative al secondo anno, tra cui si annoverano i tre progetti finanziati, che saranno sviluppati tutti dal Laboratorio di Robotica Percettiva PERCRO dell’Istituto TeCIP, e che rafforzano la sinergia con l’ateneo per lo sviluppo di ricerche in campo protesico e riabilitativo che sfruttano le potenzialità offerte dalla robotica.

Simulatore di piattaforma di lavoro elevabile per il sollevamento di persone” è un progetto biennale coordinato dal team di Massimo Bergamasco, docente di Meccanica Applicata alle Macchine, che prevede di realizzare un simulatore innovativo di tipo motion-based, in grado di riprodurre in ambiente virtuale le dinamiche operative di una piattaforma di lavoro elevabile, e di sviluppare un protocollo di formazione e addestramento per l’utilizzo in sicurezza di questo tipo di macchine. Il simulatore integrerà tecnologie avanzate e ambienti virtuali sviluppati dal Laboratorio PERCRO. Il protocollo di formazione e addestramento sarà sviluppato sulla base dell’analisi delle routine lavorative, dei fattori di rischio e delle norme di riferimento effettuata dal team di Alfonso Cristaudo, professore ordinario di Medicina del Lavoro presso il Dipartimento di Ricerca Traslazionale e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia dell’Università di Pisa. Per INAIL sarà coinvolto il Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici.

Dispositivo di protezione individuale per le vie aeree integrato con sistemi di comunicazione e visione in Realtà Aumentata, atta a fornire informazioni spaziali, ambientali e biometriche, da utilizzare in situazioni ad elevato rischio” è il secondo progetto coordinato, anch’esso di durata biennale, avviato sotto la supervisione di Franco Tecchia,  ricercatore nel settore dei Sistemi di Elaborazione delle Informazioni, che mira alla realizzazione, anche con test sul campo, di un dispositivo di protezione personale - una maschera facciale integrale - equipaggiato con sensori ambientali e display di tipo near-eye miniaturizzati, per l’impiego di tecniche di visualizzazione dati in Realtà Aumentata. Il sistema serve a fornire all’operatore informazioni spaziali, ambientali e biometriche, da utilizzare in situazioni emergenziali o dove comunque ci sia forte rischio di contaminazione dell’atmosfera, allo scopo specifico di fornire supporto qualificato da remoto. L’uso di tale dispositivo rende possibile tutelare gli operatori sul campo con i più elevati standard di sicurezza e in più fornire la capacità di accedere in tempo reale alle informazioni provenienti dai sensori presenti nell’ambiente.

RoboGYM: palestra robotica per la riabilitazione della spalla e dell’arto superiore” è un progetto triennale che intende portare, nella pratica clinica riabilitativa, nuovi dispositivi robotici, che permettano la rieducazione, assistita da robot, della mano, del polso, del gomito e della spalla, facendo svolgere al paziente esercizi mirati di mobilizzazione passiva e attiva, di rinforzo muscolare e di propriocezione. Coordinato da IIT (Istituto Italiano di Tecnologia), RoboGYM vede la partecipazione del team di Antonio Frisoli, docente di Meccanica. La terapia robotica individualizzata, integrata con algoritmi adattivi e sistemi esoscheletrici che consentono la replica di movimenti naturali ed ecologici, potrà consentire di ottenere una maggiore efficacia nel recupero motorio in abilità della vita quotidiana come: mantenimento dei distretti articolari prossimali durante l’immobilizzazione, per evitare una compromissione della spalla, ad esempio mediante elettrostimolazione; riabilitazione attiva del polso; riabilitazione delle singole dita con movimenti attivi mediante esoscheletro; utilizzo della realtà virtuale per la presentazione dei compiti riabilitativi in un contesto motivante ed arricchito.