BIOINGEGNERIA DELLO SPORT E ROBOTICA INDOSSABILE: DOPO I TEST IN COLLABORAZIONE CON IL NAPOLI CALCIO, L’ISTITUTO DI BIOROBOTICA DELLA SCUOLA SANT'ANNA PROSEGUE LA SPERIMENTAZIONE SUL MONITORAGGIO E LO STUDIO DEL GESTO ATLETICO

L’immagine del giocatore del Napoli Calcio Amadou Diawara, con dei sensori indossabili alle caviglie, è stata ripresa da molti media nazionali. Tanti tifosi (e non solo) si sono chiesti: che tipo di terapia sta seguendo il giovane centrocampista guineano?
In realtà, “dietro” ai sensori indossati da Diawara, c’è il lavoro di un gruppo di ricercatori dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna che, grazie alla collaborazione appena agli inizi con lo staff medico del Napoli, ha effettuato sperimentazioni sul monitoraggio e lo studio del gesto atletico per migliorare le prestazioni e ridurre il rischio di infortunio in chi pratica sport a livello agonistico.
Le tecnologie più avanzate nel campo della robotica indossabile e dei sistemi di sensorizzazione si intrecciano quindi alle necessità delle società sportive di preservare la salute dei propri atleti e di studiare i modi per personalizzare gli allenamenti e le terapie al fine di migliorare le prestazioni agonistiche. Il binomio sport e robotica prefigura quindi una nuova frontiera di studio e di ricerca che può aprire sviluppi, come dimostra la presenza dei ricercatori dell’Istituto di BioRobotica sui campi di allenamento del Napoli: un primo passo verso una futura e possibile collaborazione.

“Questi test – spiega Nicola Vitiello, professore dell’Istituto di BioRobotica - sono molto utili per comprendere come poter lavorare in futuro su persone che svolgono una disciplina sportiva a livello agonistico. Stiamo studiando i movimenti degli atleti grazie a dei sensori di movimento, simili a quelli utilizzati negli smartphone”.

“Lo scopo ultimo del nostro lavoro – dichiara Alfonso De Nicola, responsabile Staff Medico SSC Napoli -  è puntare sull’ottimizzazione delle performance ma soprattutto sulla prevenzione a tutti i livelli, in particolare delle gravi patologie. La collaborazione con l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, grazie all’utilizzo di tecnologie di ultima generazione, ci consente di migliorare in termini di ricerca e perseguire l’obiettivo di fare sport in assoluta sicurezza”.

E se finora la robotica indossabile ha concentrato in prevalenza le sue forze nei settori dell’assistenza e della riabilitazione a persone con disabilità motorie o con amputazione, il binomio con la bioingegneria dello sport va in una nuova direzione: quello dello studio e del miglioramento del movimento umano.

“La valutazione del gesto atletico con sensori indossabili – commenta Andrea Mannini, ricercatore dell’Istituto di BioRobotica - ci permette di definire indicatori di qualità del movimento e di valutarli direttamente sul campo. Il primo risultato sarà quello di estrarre informazioni oggettive circa lo stato di forma dell’atleta, mentre l'obiettivo a lungo termine è ottenere un sistema indossabile e intelligente per il monitoraggio del gesto atletico in grado di rilevare un aumento del rischio di infortunio, e quindi di segnalarlo prima che questo si possa verificare”.

“È ancora presto per dire a quali risultati la collaborazione tra il Napoli e l’Istituto di BioRobotica porterà – commenta Vitiello – la cosa sicura è che questi studi offrono sicuramente un'ottima occasione per avanzare la conoscenza in un ramo di ricerca che ancora ha molto da scoprire. Gli obiettivi sono ambiziosi e vedremo tra qualche settimana a che punto saremo con l’ambizione e con i risultati”.

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