COME LA ROBOTICA CAMBIERÀ IL MONDO: ALLA WASEDA UNIVERSITY DI TOKYO LA NUOVA EDIZIONE DELL’ITALY-JAPAN WORKSHOP CON LA PARTECIPAZIONE DI DOCENTI E RICERCATORI DELL’ISTITUTO DI BIOROBOTICA DELLA SCUOLA SANT’ANNA

Uno sguardo sul futuro, per analizzare in profondità le soluzioni con le quali la robotica è destinata a cambiare e a innovare la società dei prossimi decenni. Giovedì 5 dicembre alla Waseda University in Giappone va in scena la diciannovesima edizione dell’Italy-Japan Workshop, per discutere di come i robot del futuro dovranno essere progettati, costruiti e sfruttati per migliorare la società.
“Robots and the future” è il tema del workshop al quale partecipa anche una nutrita schiera di docenti e ricercatori dell'Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna: Paolo Dario, padre della robotica in Italia e direttore scientifico di Artes 4.0, Cecilia Laschi, una delle massime esperte della ricerca sulla Soft Robotics, Leonardo Ricotti, professore associato e responsabile scientifico del progetto europeo Admaiora, ed Egidio Falotico, ricercatore coinvolto nello Human Brain Project.

Il workshop è diventato ormai un appuntamento fisso dal 2001. La sede (La Waseda University) non è casuale: qui infatti, negli anni ’70 il professor Ichiro Kato progettò WABOT-1, il primo robot umanoide bipede. Anche questa edizione esplora i modi con cui le innovazioni tecnologiche degli ultimi decenni potranno rappresentare la base per lanciare nuove sfide tecniche e sociali. In questo scenario la robotica assume un ruolo nevralgico in vista di una società in cui i robot non saranno solo più controllati da tecnici esperti e relegati al settore industriale, ma vivranno e saranno di aiuto concreto per le persone, nello svolgimento delle attività quotidiane, e cercheranno di risolvere problematiche sempre più urgenti, come ad esempio quello dell’invecchiamento della popolazione e la conseguente necessità di prendersi cura delle persone con disabilità o difficoltà motorie.

 

 

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