SALUTE E SICUREZZA DEI LAVORATORI NELLE AREE PORTUALI DA TUTELARE CON METODI E TECNOLOGIE ALL’AVANGUARDIA: MARTEDI’ 5 NOVEMBRE ALLA SCUOLA SANT’ANNA CONVEGNO PER PRESENTARE I RISULTATI DEL PROGETTO SAILPORT

Utilizzare le tecniche più all’avanguardia e diffondere buone pratiche per migliorare le condizioni di lavoro nelle aree portuali, prevenire gli incidenti e tutelare la salute: è questo l’ambizioso obiettivo del progetto BRiC - SAILPORT, “Salute e Sicurezza dei lavoratori nelle aree portuali”, co-finanziato da INAIL (Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro), che si conclude con un convegno finale previsto per martedì 5 novembre presso l’auditorium dell’Area della Ricerca di Pisa (CNR).

Rumori forti, posizioni scomode mantenute a lungo, possibilità di investimento o di incidenti alla guida dei mezzi operativi, eccessive vibrazioni, schiacciamento da carichi, insorgere di mal di schiena: quale percezione hanno i lavoratori della loro effettiva esposizione al rischio? Ricevono una formazione adeguata sull’argomento e sull’uso dei dispositivi di protezione? Come può la moderna tecnologia implementare tali dispositivi e in generale la sicurezza dell’ambiente di lavoro? Quali strumenti metodologici trasferire alle aziende per supportarne il processo di valutazione dei rischi nel settore portuale? I ricercatori hanno cercato di rispondere a queste domande con un approccio trilaterale: in primo luogo quello tradizionale di rilevamento della percezione del rischio tramite questionari di valutazione, affiancati allo sviluppo di strumenti metodologici per migliorare la performance in salute e sicurezza sul lavoro condividendo un modello standard di intervento territoriale nel settore portuale. In secondo luogo è stata fatta una valutazione dei recenti sviluppi tecnologici a supporto della salute e sicurezza dei lavoratori. Infine sono stati realizzati approfondimenti sperimentali su due tipologie di rischio. Il rischio di collisione uomo-macchina è stato valutato applicando algoritmi di tracking (tracciamento della posa di un oggetto nello spazio) e riconoscimento tramite computer vision (tecnologie che riproducono le caratteristiche della vista umana) e tecniche di machine-learning (intelligenza artificiale che grazie a metodi statistici migliora progressivamente le proprie performance). Infine, per la valutazione del rischio ergonomico da sovraccarico biomeccanico si è testato l’utilizzo di sensori indossabili inerziali ed elettromiografici.

Il progetto, coordinato da INAIL DiMEILA (Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro e Ambientale) insieme all’Istituto di Tecnologie della Comunicazione dell’Informazione della Percezione (TeCIP) della Scuola Superiore Sant’Anna, è stato realizzato in collaborazione con un’ampia rete di ASL operanti in altrettante zone portuali, oltre che con l’adesione del Comando Generale delle Capitanerie di Porto, di ANGOPI (Associazione Nazionale Gruppi Ormeggiatori e Barcaioli Porti Italiani), dell’Associazione Porti Italiani (ASSOPORTI) e dell’Ente Bilaterale Nazionale Porti.

Alessandro Filippeschi, ricercatore presso il Laboratorio di Robotica Percettiva (PercRo) dell’istituto TeCIP e responsabile scientifico del progetto, spiega come gli obiettivi primari siano stati proprio la valutazione delle tecnologie per il miglioramento della salute e sicurezza dei lavoratori del settore portuale e la sperimentazione di un modello di assistenza alle aziende, da parte delle istituzioni, a supporto dell’autovalutazione e della gestione dei rischi, nonché dello sviluppo di buone pratiche di condotta sul luogo di lavoro.

Il Progetto BRiC - SAILPORT concorre al raggiungimento degli obiettivi del piano di ricerca INAIL “Gestione integrata nel settore marittimo-portuale”, mediante il monitoraggio dei fattori di rischio, l’identificazione di soluzioni tecnologiche e l’attivazione di interventi mirati di prevenzione. Scopo finale è quello di definire degli standard condivisi di interventi, concretizzati poi in base alle esigenze delle specifiche realtà portuali, accrescere le conoscenze sui fattori di rischio presenti nel settore portuale e supportare le imprese attraverso la definizione e la conduzione di interventi mirati di prevenzione.