ROBOTICA CHIRURGICA: CON IL CONTRIBUTO DELL’ISTITUTO DI BIOROBOTICA PUBBLICATO LO STUDIO SU SISTEMA MINI INVASIVO CHE FAVORISCE DIAGNOSI PIÙ PRECISE

C’è un concetto, molto ricorrente nel settore della ricerca scientifica: quello di sinergia, di confronto costruttivo tra idee, di scambio di informazioni e competenze per dare vita a nuove possibili frontiere di ricerca. Il paper “A structured light laser probe for gastrointestinal polyp size measurement: a preliminary comparative study” ne è senza dubbio un emblema: pubblicato sulla rivista internazionale Endoscopy International Open, il lavoro porta infatti la firma di docenti e ricercatori provenienti da cinque centri di ricerca: l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, il Dipartimento di scienze chirurgiche dell’Università di Torino e tre università giapponesi (la Kagoshima University, la Kyushu University e l’Hiroshima City University).
Conoscenze ingegneristiche, robotiche e mediche per uno studio che si inserisce nel campo della robotica chirugica e mini invasiva e intende applicare in ambito endoscopico un sistema a luce strutturata, progettato originariamente per il riconoscimento tridimensionale di oggetti a velocità elevata, in grado di misurare in maniera accurata la dimensione di polipi e di lesioni nel tratto gastrointestinale. Il sistema si basa su una sonda laser che favorisce una diagnosi più precisa e punta a superare uno dei principali limiti dell’attuale visione endoscopica che, pur con molta esperienza da parte del medico, non consente un’affidabile misurazione a occhio.

“Il paper – racconta Gastone Ciuti che, assieme a Paolo Dario e Arianna Menciassi, ha curato la pubblicazione per il Sant’Anna – ha uno sviluppo radicato nel tempo. Nel 2012 infatti, durante un periodo all’estero all’Hamlyn Center dell’Imperial College di Londra, ho conosciuto Marco Visentini-Scarzanella, che attualmente svolge la sua attività di ricerca alla Kagoshima University. Assieme abbiamo prodotto un primo articolo sulla robotica chirurgica che ottenne un premio all’edizione 2012 della conferenza internazionale CARS. Dopo quell’esperienza ci siamo detti: perché non continuare a incrociare le nostre linee di ricerca?”.

Sei anni dopo la collaborazione tra Ciuti e Visentini-Scarzanella ha favorito la genesi della pubblicazione su Endoscopy International Open. L’Istituto di BioRobotica ha collaborato con la Kagoshima University, la Kyushu University e l’Hiroshima City University per lo sviluppo del dispositivo laser mentre l’Università di Torino si è occupata della sperimentazione medica.

“È stato un meccanismo di competenze ad incastro – prosegue Ciuti – ognuno ha portato all’interno del lavoro scientifico le proprie conoscenze. Siamo ancora in una fase preliminare di ricerca ma il dispositivo, in futuro, potrà essere integrato negli endoscopi tradizionali attualmente in commercio oppure all’interno di capsule endoscopiche come quelle sviluppate nel progetto ENDOO (Endoscopic versatile robotic guidance, diagnosis and therapy of magnetic-driven soft-tethered endoluminal robots), di cui l’Istituto di BioRobotica è coordinatore e l’Università di Torino uno dei partner del consorzio.”

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