SOFT ROBOTICS: inizia all’Istituto TeCIP DELLA SCUOLA SANT'ANNA il progetto per sviluppare tecnologie robotiche per la riabilitazione e l'assistenza della mano tetraplegica del paziente mieloleso

Utilizzare le innovazioni raggiunte nei campi degli esoscheletri, della soft robotics e del miocontrollo di sistemi robotici per sviluppare nuove tecnologie robotiche per la riabilitazione e l’assistenza della mano tetraplegica del paziente mieloleso.

Questo è l’obiettivo del nuovo progetto di ricerca finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze che l’Istituto TeCIP, Tecnologie della Comunicazione, dell’Informazione e della Percezione, con la supervisione scientifica di Antonio Frisoli, docente del Laboratorio PERCRO dell’Istituto, svilupperà nei prossimi due anni con la collaborazione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi, e la partecipazione dell'Associazione Habilia e dell’Associazione  Toscana Paraplegici  ATP.  

L’intento è quello di sperimentare  nuove  tecnologie  di  ‘soft robotics’ (‘robotica soffice’) per creare esoscheletri robotici per la mano, leggeri e indossabili, in grado di restituire ai pazienti con tetraplegia la funzione manuale più naturale e migliorarne il reinserimento nella vita sociale.

La  lesione  midollare  è  la  conseguenza  di  traumi  spinali  con  un  deficit  totale  o  parziale  di  varie funzioni come mobilità e sensibilità ed è tra le patologie più invalidanti che colpiscono in media pazienti giovani (29 anni). In  Italia l’incidenza della lesione midollare  è di circa 18/20 nuovi casi l’anno per 1.000 abitanti. L’Unità Spinale di Careggi è oggi un punto di riferimento per le persone con lesione midollare a livello nazionale e in particolare del centro Italia. 

Il progetto prosegue con l’intento di supportare le persone affette da lesione midollare intrapreso con CLIMB, il progetto toscano per la sperimentazione clinica dell’uso degli esoscheletri robotici indossabili a cui ha partecipato l’Istituto TeCIP ed i cui risultati sono stati presentati a dicembre 2017. In questo caso si trattava della sperimentazione clinica di un esoscheletro per consentire il movimento e il cammino alle gambe paralizzate supportando, quando possibile, le capacità muscolari rimaste dopo la lesione del midollo spinale. Uno strumento di esercizio e riabilitazione di nuova generazione per consentire ai pazienti di non utilizzare la sedia a rotelle e mantenere la stazione eretta per la deambulazione con il miglioramento non solo dell’autonomia ma anche della funzione degli organi interni, e quindi dello stato di salute generale dell’individuo.

La nuova sfida sarà quella di applicare le tecnologie innovative della soft robotics per l’assistenza della mano tetraplegica per fornire un ulteriore aiuto alle persone affette da questa patologia.

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