AGRICOLTURA DI PRECISIONE E SOLUZIONI INNOVATIVE PER LA GESTIONE SOSTENIBILE DELLE COLTURE AGRARIE: INIZIA LA SPERIMENTAZIONE DEL PROGETTO SMASH FINANZIATO DALLA REGIONE TOSCANA

È stato progettato per muoversi con agilità in mezzo ai vigneti, superare ostacoli e stabilire quale trattamento sia più congeniale per massimizzare la qualità del prodotto raccolto: è AgroBot, uno dei robot sviluppati all’interno del progetto di ricerca SMASH (acronimo di Smart Machine for Agricultural Solutions Hightech), la cui sperimentazione è iniziata nei vigneti di proprietà dell’azienda vinicola Castellani, in provincia di Pisa. Allo sviluppo di AgroBot stanno lavorando i ricercatori dell’Istituto di BioRobotica e dell’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
Il progetto SMASH vuole creare un vero ecosistema robotico collaborativo e integrato per il monitoraggio e per la gestione sostenibile delle colture agrarie. Il progetto è finanziato dalla Regione Toscana, nell’ambito del bando RS POR FESR 2014-2020, e riunisce un consorzio guidato da E.D.I. Progetti e Sviluppo srl e formato, oltre ai due Istituti della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, da Yanmar R&D Europe srl, Avmap srl, Base srl, KODE Chemoinformatics srl, il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, alimentari, ambientali e Forestali dell’Università degli Studi di Firenze, il Centro di Micro-BioRobotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia, Copernico srl, Dorian srl e l’agronomo Filippo Giuntini.

“L’agricoltura di precisione - dichiara Luca Sebastiani, direttore dell'Istituto di Scienze della Vita - mira ad ottimizzare la quantità di risorse per unità di prodotto fornendo alle colture solo ciò di cui hanno effettivamente bisogno. Per raggiungere pienamente questo obiettivo è necessario controllare e gestire in tempo reale tutte le fasi del processo di produzione in una logica moderna di Agricoltura 4.0. Lo sviluppo di sistemi robotici in grado di controllare l’andamento della produzione nel tempo, informare l’imprenditore agricolo e decidere, con diversi gradi di autonomia, se e come intervenire è un tassello fondamentale di questa nuova rivoluzione. Robot, Reti di Sensori, Internet e Intelligenza Artificiale sono i pilastri del futuro per aiutare i nostri agricoltori a continuare produrre in contesti resi estremamente complessi dai cambiamenti climatici, dalla limitazione delle risorse naturali e della tendenza continua a produrre alimenti più sani e rispettosi dell’ambiente.”

“E’ oramai ampiamente dimostrato - spiega Paolo Dario, docente dell'Istituto di BioRobotica - che la robotica oggi possa fare la differenza non solo nel campo dell’automazione industriale, ma in un numero crescente di settori applicativi, quali quello delle applicazioni nelle esplorazioni spaziali e sottomarine, in chirurgia, in riabilitazione, in agricoltura e in molti altri ancora, nel quale gli operatori umani non possono o non desiderano operare in modo intenso o laddove un robot può assistere l’uomo aumentandone le capacità. In questo contesto favorevole e che vede una crescita a doppia cifra a beneficio dei produttori di robot (molti dei quali italiani), la robotica e l’intelligenza artificiale potranno contribuire in modo significativo all’introduzione e alla crescita dell’agricoltura di precisione nonché allo sviluppo della nascente area dell’economia verde e circolare, incrementando fortemente l’efficienza dei processi e l’impatto complessivo sulla produzione agroalimentare".

Il progetto SMASH punta a offrire soluzioni di tecnologia avanzata, come AgroBot, per risolvere problematiche sulla sicurezza alimentare, sulla sostenibilità ambientale di colture di vario tipo (in particolare la coltivazione della vite e degli spinaci). Il progetto prevede lo sviluppo di una piattaforma robotica e sensoristica formata da quattro robot in grado di dialogare tra loro: oltre ad AgroBot, saranno sviluppati un’unità di monitoraggio del suolo ispirato alle piante e progettato all’IIT (Plantoide), un’unità volante (FlyBot) e un’unità di servizio a bordo campo (AncillaryBot).
 

In particolare, l’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, in collaborazione con gli altri partner di progetto, lavora allo sviluppo di algoritmi per la navigazione e manipolazione autonoma di AgroBot e allo sviluppo ingegneristico del gripper (simile a una pinza) per la manipolazione, mentre l’Istituto Scienze della Vita analizza lo sviluppo della tecnologia e la validazione sperimentale in una logica di effettiva utilità in campo agricolo. La collaborazione tra gli Istituti della Scuola Superiore Sant’Anna permette uno sviluppo integrato e multidisciplinare della tecnologia, con un approccio fortemente orientato in un contesto sempre più cruciale per lo sviluppo sostenibile della nostra società, quello dell’agricoltura di precisione (precision farming) e soprattutto di Agricoltura 4.0 dove la robotica è un elemento centrale.

"La sperimentazione del robot appena avviata - conclude Gastone Ciuti, docente dell'Istituto di BioRobotica - permetterà di validare e quindi migliorare gli algoritmi di machine learning sviluppati per la navigazione e la manipolazione autonoma del sistema AgroBot per fornire alla nostra agricoltura uno strumento robotico che contribuisca al miglioramento della qualità complessiva del raccolto, riduca l’impatto sull’ambiente con trattamenti localizzati, e solo quando necessari, e che contribuisca ad una effettiva riduzione degli sprechi alimentari.”

 

Leggi anche:

Pronti la squadra dei delegati e il nuovo direttore generale per supportare la rettrice Sabina Nuti nel raggiungere gli obiettivi del programma di mandato approvato dal Senato Accademico

La rettrice Sabina Nuti ha scelto i delegati che la affiancheranno nel governo della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, per supportarla nel...

Ripensare le leggi sul copyright digitale, il Sant’Anna capofila di progetto "ReCreating Europe". 3 mln di euro e 10 Università per misurare il suo impatto su creatività, diversità culturale, accesso a conoscenza

Tre milioni di euro, trentasei mesi, dieci Università, otto Paesi europei, oltre 25 docenti e ricercatori sono i numeri dell’ambizioso progetto...